Da Ospol e An nuovo stop agli «Opcops»

L’Ospol rilancia sul pericolo sparamulte. ««Non bastavano i corpi e corpicini di ausiliari del traffico (della Trambus, dell'Ama, del Decoro urbano, degli Operatori comunali della Mobilita, delle Guardie verdi ecc...) - si legge nella nota diffusa ieri dall’organizzazione sindacale delle polizie locali -. Infatti, entro pochi giorni saranno operativi anche gli Operatori della Protezione civile come organi di Polizia stradale con, i conseguenti ovvi, poteri di multa».
Un allarme che, ironia della sorte, arriva dopo il tavolo tecnico tra sindacati di categoria e ufficio comunale extradipartimentale di lunedì scorso, in cui si è stabilito che gli operatori della Protezione civile capitolina avranno sì poteri di polizia stradale, ma solo in situazioni di emergenza e fino all’arrivo della polizia municipale. «Tutto ciò - secondo l’Ospol - può sembrare normale per gli amministratori capitolini che frettolosamente, in piena estate, hanno proposto una bozza di deliberazione di giunta. Mentre ai cittadini che giornalmente devono districarsi negli uffici del Giudice di pace di via Teulada per contestare le migliaia e migliaia di multe fatte dai vigilini (nella stragrande maggioranza dei casi irregolari) appare come una presa in giro».
Il sindacato denuncia inoltre come «mentre gli Operatori della Protezione Civile si apprestano a studiare il Codice della Strada, i vigili urbani, già dal giugno scorso, siano stati mandati dal Campidoglio a svolgere un corso di protezione civile nella sede dei Vigili del fuoco di Montelibretti»: un ulteriore elemento di confusione quindi. «A questa crescita sproporzionata di vigilini- sottolinea l’Ospol - corrisponde l'assottigliamento dei vigili urbani che, in questo momento sfiorano le 5.600 unità, contro le 8.000 previste dalla legge, toccando così i minimi storici del Corpo di Roma (entro l’anno è previsto un ulteriore pensionamento di oltre 400 unità) mentre il Concorso per 300 posti di Istruttore di vigilanza urbana, bandito dal Comune di Roma, resta lettera morta nei cassetti dell'Amministrazione». Infine la richiesta: il Campidoglio annulli l'iter con cui si conferiscono potere di multa agli «Opcops», già prerogativa della Polizia Municipale «che peraltro - secondo l’Ospol - opera giornalmente nel territorio comunale anche con compiti di Protezione Civile. Qualora la richiesta venisse disattesa, impugneremo la delibera ed ogni ulteriore atto davanti al Tar».
In serata sulla vicenda sono intervenuti alcuni esponenti di An. «Capiamo l’esigenza del Comune di Roma di fare cassa - dichiarano il consigliere comunale Fabio Sabbatani Schiuma e il vicepresidente della Federazione romana, Pierluigi Fioretti - ma così si rischia l’anarchia amministrativa nel settore multe, e presto avremo magari anche il fenomeno dell’abusivismo, oltre a valanghe di ricorsi e sovraccarico di lavoro per i giudici di pace». «A questo punto - sottolineano Schiuma e Fioretti - sembra chiaro l’indirizzo dell’amministrazione di smantellare il corpo dei vigili urbani il cui numero è già inferiore di 2mila e 400 unità rispetto a quello previsto dalla legge. Credevamo che i poteri speciali, ottenuti dopo anni dal sindaco Veltroni, dessero un buongiorno differente e non un macabro rituale di liberalizzazione selvaggia, arrivando magari un giorno al cittadino che multa un altro cittadino in perfetto stile castrista. E questo ad agosto, con i romani in vacanza, ignari che al loro ritorno troveranno un altro esercito pronto a vessarli, come è accaduto per i vigilini nascosti dietro gli angoli delle strade o i portoni dei loro palazzi».