Osservatore Onu italiano ferito dagli Hezbollah

La postazione era da diversi giorni al centro degli scontri armati

Marta Ottaviani

E adesso il conflitto fra Libano e Israele ha colpito anche l’Italia. Roberto Punzo, capitano dell’Aviazione dell’esercito italiano, è stato ferito ieri dalle schegge di una granata mentre prestava servizio nella cittadina di Raf, 40 chilometri a est di Naqoura, nel Libano meridionale. Le sue condizioni, al momento, sono state definite dai medici «gravi ma stabili».
Ieri Punzo faceva parte di un gruppo di osservatori sotto il controllo di Unifil, la missione dell’Onu in Libano, ma il suo gruppo di appartenenza è la Untso (United Nations Truce Supervision Organization), che ha il suo quartier generale a Gerusalemme e che è la più vecchia missione di peace-keeping delle Nazioni Unite.
Il ferimento del capitano è avvenuto intorno alle 13, ora locale. In quel momento con lui nella postazione Onu di Marun el Ras c’erano anche altri osservatori di nazionalità diversa. Una fonte Unifil ha precisato che sul luogo sono presenti numerose insegne e una bandiera dell’Onu perfettamente visibile e che quindi non doveva capitare che fosse oggetto di un attacco. Hassan Saklawi, portavoce dell’Unifil, ha detto che è stata una granata degli Hezbollah a colpire il capitano dell’esercito italiano. E una portavoce militare di Israele ha confermato che il militare italiano «non è stato ferito dal nostro fuoco».
Subito dopo il ferimento Punzo è stato soccorso da militari israeliani, che lo hanno caricato su un elicottero e lo hanno portato all’ospedale «Rambam» di Haifa, dove l’ufficiale è giunto verso le 15. L’ufficiale è stato operato d’urgenza allo stomaco. Lo Stato maggiore della difesa italiana ha precisato in un comunicato che l’ufficiale è stato colpito da alcune schegge. Il portavoce dell’ospedale di Haifa, David Ratner, ha fatto anche riferimento a una ferita da proiettile.
Le sue condizioni sono state giudicate gravi ma fin dal primo momento è stato escluso che si trovasse in pericolo di vita. Versione confermata anche dal generale di brigata Nicola Gelao, che ha definito l’assistenza ospedaliera «eccellente». Nelle prossime ore sono previsti ulteriori controlli e una tac per verificare le sue condizioni generali da parte dei sanitari dell’ospedale israeliano.
La zona dove è avvenuto l’incidente è stata particolarmente colpita dagli scontri armati di questi giorni. Punzo avrebbe dovuto lasciare la postazione proprio il 12 luglio scorso, quando è iniziata l’offensiva di Gerusalemme dopo la cattura di due soldati israeliani da parte dei miliziani Hezbollah.
Nato una quarantina d’anni fa a Napoli, l’ufficiale vive da tempo Roma. È sposato e ha una figlia piccola. Bersagliere e con una forte passione per il volo, ora è in servizio presso l’ufficio logistico dello Stato maggiore dell’Esercito. È considerato un ufficiale esperto e un ottimo pilota di elicottero. Durante le missioni nel sud del Libano, risiede a Tiro.
Il ferimento del capitano Punzo fa fatto scoppiare anche una polemica fra l’ambasciata israeliana e la Farnesina. Ieri pomeriggio, infatti, il sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi è intervenuto dicendo: «L’osservatore italiano dell’Onu potrebbe essere stato colpito dall’esercito israeliano mentre faceva rifornimento di carburante per la base Unifil». Dichiarazioni che sono piaciute poco a Ehud Gol, ambasciatore israeliano in Italia e che non ha esitato a definirle «totalmente sbagliate». «Craxi - ha chiosato il diplomatico - avrebbe fatto meglio a verificare direttamente con l’Unifil come sono andati i fatti».