Ossessioni che reggono il filo delle coincidenze

Autobiografia in forma di racconti con un titolo da trattato pre-illuminista. Questo è l’Elogio della coincidenza. L’ha scritto Luiz Schwarcz (Feltrinelli, pagg. 94, euro 10, trad. R. Francavilla), brasiliano di lingua portoghese, origini ebree e famiglia slava. Autore, prima di questo esordio nella narrativa adulta, di due libri per ragazzi. Ed editore, nella nativa San Paolo, della grossa Companhia das Letras. Circostanze sufficienti, se raccolte con slancio di sorpresa, tenerezza divertita e umorismo a comporre in un destino le casualità di un’esistenza. Bastevoli a creare, se «temperate dalla benevolenza», da un’amorosa accettazione della coincidenza, come ne ha scritto Alberto Manguel, l’uomo che leggeva i libri al cieco Borges, «un piccolo capolavoro».