Ossezia, guerra e caos Uccisi 10 militari russi: "In corso pulizia etnica"

Dopo i combattimenti di ieri tra le truppe di Tbilisi e le milizie separatiste la Georgia invade l'Ossezia. Abbattuti due aerei russi. Si contano mille morti. Controffensiva di Mosca. Usa: "Cessate il fuoco"

Megvrekisi - Dopo una feroce battaglia tra le truppe di terra georgiane e le milizie separatiste ossete, i militari georgiane sono entrate nella capitale sudosseta Tskhinvali, riferisce un corrispondente dell’agenzia Interfax dal posto. Immediato l'invio di truppe regolari russe che denunciano l'ucciskione di almeno dieci militari: "E' pulizia etnica". Si contano almeno mille morti.

L'attacco della Georgia L’aviazione georgiana ha bombardato questa notte le forze ribelli dell’Ossezia del Sud nella zona della capitale per riprendere il controllo della regione indipendentista, scatenando la reazione della Russia che ha minacciato ritorsioni e - accusa Tbilisi - ha risposto con un raid su due cittadine georgiane. Interrompendo la tregua sancita ieri sera con i separatisti sud-osseti, questa notte i cannoni georgiani hanno attaccato Tskhinvali, la capitale della regione dove oggi gli inviati delle due parti avrebbero dovuto incontrarsi per i negoziati di pace mediati dalla Russia. Questa mattina, tre jet russi sono entrati nello spazio aereo georgiano e hanno "sganciato bombe" in due luoghi nella zona a sud dell’Ossezia, secondo quanto ha detto il portavoce del ministro dell’Interno georgiano, Shota Utiashvili. Due jet - ha detto Utiashvili - hanno attaccato un commissariato di polizia vicino a Kareli, mentre un terzo ha sganciato una bomba vicino a Gori, dove le forze georgiane si erano radunate prima di dell’offensiva di questa notte. "A Kareli sono stati feriti diversi civili", ha detto il portavoce a Reuters. Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha definito il raid russo una "operazione militare su larga scala". "Chiedo alla Federazione Russa di interrompere i bombardamenti sulle città georgiane", ha detto Saakashvili. La forza di peacekeeping - scrive l’agenzia di stampa Interfax - ha detto che sono "parecchi" i soldati russi rimasti uccisi quando l’artiglieria georgiana ha bombardato la base di Tskhinvali. Utiashvili ha ricordato che "se necessario" i soldati entreranno nella capitale, e che l’esercito ha combattuto con due convogli di carri armati con a bordo "mercenari" entrati dal confine russo.

Abbattuti due aerei russi La contraerea georgiana ha abbattuto due caccia russi che volavano sul territorio di Tbilisi. Lo ha annunciato il presidente Saakashvili, secondo cui almeno 150 carri armati e blindati di Mosca sono entrati nell'Ossezia del Sud. "Le azioni aggressive della Georgia verso l’Ossezia del sud provocheranno azioni di risposta", ha subito commentato il primo ministro russo Vladimir Putin da Pechino cui ha fatto seguito la decisione del ministero della Difesa russo di inviare truppe regolari russe nell’Ossezia del Sud. "Un convoglio russo che fa parte del distretto militare del Caucaso del Nord è entrato alla periferia settentrionale della capitale dell’Ossezia del Sud", ha detto un funzionario del ministero della Difesa di Mosca, secondo cui il contingente ha il compito di assistere i peacekeeper russi dispiegati nell’area e i cittadini russi dell’Ossezia del Nord e del Sud. La situazione sembra aggravarsi di ora in ora tanto che il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha denunciato "azioni di pulizia etnica in alcuni di villaggi". Per il capo della diplomazia Russa la situazione in Ossezia del Sud si sta rapidamente deteriorando: "Il numero dei profughi sta aumentando, il panico cresce, la gente sta cercando di salvarsi".

L'appello dell'Ue La Russia, principale sostenitrice dei separatisti che controllano le regione dall’inizio degli anni 90, ha accusato la Georgia di tradimento e ha chiesto alla comunità internazionale di evitare un "vasto spargimento di sangue". La crisi ha alimentato i timori che una guerra scuota la regione, che si sta rivelando una zona di transito di importanza strategica la cui influenza è contesa tra Russia e l’Occidente. A New York, stanotte il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito in sessione straordinaria su richiesta della Russia per discutere della crisi, ma i membri non sono riusciti ad accordarsi su una dichiarazione che avrebbe chiesto alle parti di interrompere l’uso della forza. Il presidente russo Dmitry Medvedev ha convocato il Consiglio di Sicurezza del suo paese per discutere la questione, secondo quando scrivono le agenzie di stampa russe Itar-Tass e Ria. Cresce nel frattempo la preoccupazione di Usa e Ue, che hanno chiesto l’immediato stop delle violenze. "Stiamo seguendo attentamente la vicenda, siamo molto preoccupati di come si sta evolvendo la situazione", ha detto un funzionario europeo chiedendo di poter rimanere anonimo. "Chiediamo a tutte le parti di interrompere immediatamente l’uso della violenza".

Il cessate il fuoco americano Gli Stati Uniti sono preoccupati dell’escalation in Ossezia del Sud e hanno chiesto "un cessate il fuoco" sia alla Russia che alla Georgia, di cui "difendono la piena integrità territoriale". Lo ha annunciato il portavoce del dipartimento di Stato, Gonzago Gallegos, specificando che per raggiungere questo obiettivo Washington ha inviato nella regione un proprio rappresentate. "Chiediamo a tutte le parti, inclusi georgiani, sud-osseti e russi, di far calare la tensione per evitare (di dare il via a) un conflitto. Stiamo contribuendo alle trattative in atto per raggiungere un cessate il fuoco". Gallegos ha aggiunto che il segretario di Stato Condoleezza Rice ha parlato con rappresentanti delle parti coinvolte.