"Ostaggi portati in Libia dai ribelli del Darfur"

I rapitori dei turisti italiani si troverebbero nelle grotte a 15
chilometri dal confine con l’Egitto: "Hanno anche dei lanciarazzi".
Frattini: "È credibile". La carovana va alla ricerca di acqua.
khartoum: "Liberi entro tre giorni"

Gli ostaggi inghiottiti dal deserto egiziano sono stati portati in Libia ed i loro sequestratori non sarebbero semplici predoni, ma ribelli sudanesi del Darfur. Il trasferimento in Libia degli 11 turisti, compresi 5 italiani, e 8 accompagnatori egiziani potrebbe non essere una cattiva notizia. Fonti dei servizi di sicurezza egiziani facevano trapelare ieri che il sequestro «si risolverà nel giro di due o tre giorni». Il figlio del colonnello Gheddafi, Saif el Islam, è intervenuto più volte per risolvere delicati casi di rapimento di occidentali dalle Filippine all’Africa. Il regime libico ha inoltre mediato nella guerra fra Ciad e Sudan mantenendo rapporti con tutti. Compresi i ribelli del Darfur, che sono i principali sospettati del rapimento. Dopo essere stati sequestrati venerdì scorso in Egitto gli ostaggi erano stati portati in Sudan nel massiccio montagnoso del Jebel Uweinat. Una vera e propria «isola» di roccia nel deserto, a cavallo fra Egitto, Sudan e Libia. Il portavoce del ministero degli Esteri di Khartoum, Ali Youssef Ahmed, ha dichiarato ieri che il gruppo «si sta spostando a bordo di mezzi all’interno della Libia». La carovana degli ostaggi sembra sia alla ricerca di acqua. Lo sconfinamento, secondo i sudanesi, «è fra i 13 e 15 chilometri». Il ministro degli Esteri Franco Frattini, propende «per la correttezza della notizia». Per assurdo il lato libico del Jebel Uweinat è più sicuro di quello sudanese. Il portavoce sudanese reputa probabile che «i rapitori appartengano a una fazione di ribelli del Darfur». Gli indizi sono la pista scelta per entrare in Sudan dall’Egitto e la lingua non araba parlata dai sequestratori. Si tratterebbe di diversi uomini armati fino ai denti, compresi lanciarazzi Rpg. Il gruppo ribelle più forte del Darfur, l’Esercito di liberazione del Sudan, aveva già rapito un turista tedesco due mesi fa. Negli ultimi giorni gli scontri con le truppe sudanesi sono ripresi ed i guerriglieri potrebbero avere sconfinato in Egitto. Secondo la televisione araba Al Jazeera la trattativa per il pagamento di un riscatto di 6 milioni di euro sarebbe giunta nella fase finale. Altre fonti, però, sostengono che i collegamenti telefonici con i rapitori si sono interrotti.