«Ostaggio britannico suicida in Irak»

da Londra

Annuncio-choc del gruppo ribelle sciita che nel maggio dell’anno scorso rapì a Bagdad in pieno giorno e in pieno centro cinque cittadini britannici (un esperto di informatica e le sue quattro guardie del corpo) con un’irruzione dentro il ministero delle Finanze: Jason (nella foto), uno degli ostaggi, non ha sopportato la prigionia e si è ucciso.
Il Foreign Office afferma di non poter confermare né smentire la tragica notizia e il premier Gordon Brown - che era in visita-lampo in Irak - ha liquidato come «ripugnante» il video con cui il gruppo «La Resistenza sciita islamica in Irak» ha reso noto che Jason si è tolto la vita dandone la colpa a Londra, poco disposta a trattare seriamente per il rilascio degli ostaggi e quindi responsabile del «deterioramento psicologico» da loro sofferto. Brown ha rivolto un appello ai rapitori perché liberino immediatamente e incondizionatamente gli ostaggi che «hanno già sofferto abbastanza». Nel video, intitolato «Suicidio» e recapitato al Sunday Times, un altro ostaggio - di nome Alan - lancia un nuovo, accorato appello al governo di Sua maestà perché si dia maggiormente da fare per la loro liberazione.