Ostaggio di un silos dopo lo shopping

Un problema in più per Marta Vincenzi e il Pd. Ora lo spaccasinistra c’è ed è un compagno di lungo corso. Giulietto Chiesa viene eletto presidente nazionale di «Alternativa», il nuovo partito che nasce con lo scopo di aggregare i vari movimenti. Proprio Genova tiene a battesimo l’esordio del nuovo competitor che mette nel mirino le prossime elezioni. E che per la primavera del 2012, data in cui si dovrà eleggere il nuovo inquilino di Palazzo Tursi, sarà certamente pronto a correre con una forza in grado di preoccupare gli schieramenti «classici».
«Alternativa» annuncia di avere già messo insieme circa 500 attivisti in nove regioni d’Italia, ma proprio in Liguria vanta il radicamento più forte, considerato anche che accanto al presidente Giulietto Chiesa, un altro genovese, Marino Badiale, è stato eletto segretario nazionale del partito. Non solo. «Non correremo da soli - fa sapere Fabrizio Tringali, responsabile organizzativo di “Alternativa” - Proprio perché siamo vicini e in stretto contatto con i movimenti di ogni tipo, stiamo preparando un’alleanza strutturata. Qui a Genova siamo già in contatto con il gruppo di Beppe Grillo, con i “No gronda”, con il comitato di Scarpino, con il movimento per la decrescita. E alcune personalità del mondo accademico si sono già avvicinate a noi».
La linea politica è chiaramente in antitesi con centrosinistra e centrodestra, che neppure in vista del ballottaggio potrebbero cercare consensi e appoggio con Giulietto Chiesa e compagni. L’ex esponente Pci, poi eurodeputato con Di Pietro e Occhetto, ha svoltato verso i movimenti. Ma stavolta potrebbe rappresentare quella mina vagante in grado di togliere al Pd e ai suoi alleati, quei pochi voti che finora a Genova hanno garantito una vittoria già al primo turno. Se nel centrodestra non servirebbe qualsiasi frazionamento per portare gli avversari al ballottaggio, la spaccatura a sinistra rischia di essere decisiva. Anche perché «Alternativa» parla il linguaggio più facile per raccogliere i voti della protesta. Che è quella che spaventa maggiormente Marta Vincenzi e chi la sostiene.