Un ostello nell’ex istituto dei clandestini

Il Marchiondi, esempio di architettura «brutalista», con i vincoli della Sovrintendenza ai Beni culturali e architettonici, è stato costruito nel 1957 come casa di accoglienza di ragazzi in difficoltà, chiuso alla fine degli anni Settanta. Fino al 1985 è appartenuto all’Opera pia istituti riuniti Marchiondi-Spagliardi e protezione dei fanciulli, poi è stato sede di un Centro per la formazione professionale fino al ’97, quando è diventato di proprietà del Comune. L’edificio è abbandonato, tranne che nella parte utilizzata dai servizi sociali. Nella primavera scorsa l’amministrazione ha bandito una gara per la concessione d’uso dell’edificio per 35 anni, vinta dal Sistema consortile metropolitano milanese.
Il progetto di riqualificazione è stato annunciato a maggio dall’amministrazione dopo l’aggiudicazione e riguarda l’area di 10mila metri quadrati coperti e altrettanti di giardino. Prevede la realizzazione di un ostello della gioventù, un pensionato per adulti, mini appartamenti per giovani madri in difficoltà e un centro di formazione europeo per lo sviluppo dell’imprenditoria sociale.