Osteria Nuova: rapina alle Poste, ferito grave

Emanuela Ronzitti

Ore 11,30 di sabato mattina. Ancora una rapina, ancora attimi di terrore nell’ufficio postale di via Braccianense a Osteria Nuova, località alle porte di Roma nord. Ma stavolta qualcosa non ha funzionato ed è partito un colpo. Quello che ha colpito alla testa Paolo Bendia, 46 anni di Ladispoli, libero professionista in fila all’ufficio postale di zona, assieme ad altri quattro clienti, per pagare un bollettino. Un «imprevisto» che spiazza gli stessi malviventi a cui, a quel punto, non resta che darsi alla fuga, a bordo ancora una volta, di una Fiat Uno bianca rubata e targata Terni. Mentre, invece, la vittima si accasciava per terra ai piedi del bancone dell’ufficio postale, immersa completamente in una pozza di sangue. Forse Bendia, si era accorto prima di tutti, della presenza dei malviventi. Da qui, il tentativo di avvertire della «sortita» un altro cliente preso a spallate da uno dei rapinatori, gesto da cui sarebbe partito il colpo accidentalmente.
L’ultima rapina, sempre nella stessa sede postale, risale circa a un mese fa quando fu portato via un bottino di ben 30 mila euro. «Ci risiamo, da quando l’ufficio postale è stato spostato qui sulla via Braccianense le rapine si ripetono di frequente. Stavolta però forse c’è scappato anche il morto». Trema Katarina, una ragazza slovena, mentre racconta con gli occhi sgranati dallo sgomento i frammenti dell’ennesima rapina che si è consumata proprio a due passi dal bar nel quale lavora. «Oramai viviamo nel terrore, dopo l’ultima rapina qui fuori c’era sempre una guardia giurata, ma è durata poco - aggiunge con voce spezzata -. Prima l’ufficio si trovava vicino agli altri negozi di zona ed era meno isolato, ora invece è stato preso di mira». Katarina ha poi aggiunto di aver visto l’auto dirigersi di gran fretta nella direzione di Bracciano, per poi svoltare improvvisamente dopo soli cento metri sulla destra, proprio nella traversa dove si trova il campetto di calcio della zona. Luogo nel quale, secondo la ricostruzione dei carabinieri della compagnia Cassia intervenuti subito sul posto, sarebbe stata abbandonata l’auto bianca dei due malviventi, fuggiti poi su una Mercedes Classe A, in direzione Roma, con due donne a bordo. «Stavo giocando a calcio con mio figlio e mio nipote - racconta Claudio che ha visto la scena mentre giocava nel campetto di calcio vicino all’ufficio postale - quando abbiamo intravisto due persone che scendevano da una Uno e salivano su un’altra macchina e ho visto anche una moto che li seguiva». Nonostante l’inseguimento in elicottero dei carabinieri, la banda almeno per ora ha fatto perde le sue tracce. Intanto, le condizioni della vittima ricoverata in un primo momento all’ospedale di Bracciano e poi trasferita d’urgenza presso il reparto di rianimazione del San Filippo Neri rimangono gravi. Ad assisterlo c’è la sua compagna Marilena: «Appena ho saputo sono corsa qui, che dire, solo che sfortuna. Speriamo che si riprenda».