Ostia, bimbo di due anni in overdose da metadone

Un bimbo di due anni è arrivato all'ospedale Grassi di Ostia,
intorno alle 11, in arresto cardiaco. I sanitari sono riusciti a rianimarlo e hanno poi scoperto che il bimbo era in
overdose da metadone. La polizia indaga

Ostia - Bimbo di due anni beve una boccetta intera di metadone e finisce in overdose. Ad accorgersene la mamma, una ex tossicodipendente, che era in casa con il marito. Quando si è accorta che il figlioletto non respirava più lo ha messo in macchina e chiamato contemporaneamente il 118.

Una corsa disperata per i genitori del piccolo Emanuele, chiamiamolo così, questa mattina dalla loro abitazione di Acilia, Roma, verso il pronto soccorso di Ostia, sul litorale romano. Quando il bimbo arriva all’ospedale Giovan Battista Grassi, Emanuele ha già subìto due infarti ed è in coma, ma i medici fanno l’impossibile per salvargli la vita. Lo defibrillano, gli praticano il massaggio cardiaco, lo mettono sotto terapia, fino a quando il paziente riprende a respirare. "Abbiamo lottato per oltre un’ora - chiosano i sanitari del Dea di Ostia - pur di strappare il ragazzino a morte certa. Scrivetele queste cose perché non si può parlare solo di malasanità".

Adesso Emanuele è fuori pericolo, ricoverato da mezzogiorno nel reparto di terapia intensiva del nosocomio lidense. I genitori, entrambi in cura al Sert di via Tagaste, sono usciti dal commissariato di polizia dopo pranzo. Ascoltati a lungo dal dirigente del XIII, il vicequestore Antonio Franco, dalla loro deposizione non sembrano emergere gravi responsabilità. "Si è arrampicato su una sedia e ha preso quel flacone maledetto", avrebbero raccontato agli inquirenti. Quindi una tragica fatalità, ma che poteva costare cara. Sul caso, ancora aperto, la procura di Roma presso il Tribunale dei Minori ha aperto un fascicolo. Lunedì il magistrato valuterà se denunciare o meno i due genitori per negligenza.