A Ostia la burla sul taglio degli alberi

C’è un filo comune che collega Ostia, trasandata periferia marittima di Roma, con Genova: quello degli scherzi sul minacciato abbattimento degli alberi. Le differenze tra le due località sono abissali. Mentre Ostia è in pratica un grosso quartiere con un alto indice di degrado all’interno dell’area comunale della capitale, Genova è una città abbastanza ordinata con aspirazioni metropolitane. Gli alberi di Ostia, invece, in genere sono molto più belli e spettacolari, soprattutto i grandi pini marittimi a ombrello che circondano l’abitato del paese lungo il tratto costiero. Si può quindi capire quale malanimo abbia provocato nei residenti ostiensi il leggere gli avvisi che qualcuno aveva affisso su alcune piante per avvertire che presto si sarebbe provveduto all’abbattimento. Cioè quello stesso avviso che i genovesi avevano potuto leggere una decina di giorni fa in via Riboli e a Valletta Cambiaso, ad Albaro. Anche in quel caso veniva annunciato un drastico taglio degli alberi e la gente aveva subito cominciato a protestare.
Ma si trattava, così come nel caso di Ostia, di una burla firmata nientemeno che da Greenpeace, per sua stessa affermazione. «È stato smascherato lo scherzo organizzato con cartelli gialli apposti su tre esemplari di pioppo nell’area verde di via Pennazzi, che annunciavano il programmato abbattimento per motivi forestali - dichiara Paolo Stellino, assessore all’Ambiente del Municipio XIII di Roma - Grazie all’interessamento dei vigili urbani, della forestale che aveva organizzato il presidio e della direzione dell’ufficio Giardini di Ostia, ho appurato che il numero del fax indicato come appartenente al responsabile del cantiere, è un numero riservato di un importantissimo funzionario di una delle più note istituzioni pubbliche italiane, che da giorni è tartassato da telefonate e da messaggi di protesta».
Insomma, Greenpeace sostiene di aver pianificato uno scherzo-provocazione a Genova e a Ostia per «rappresentare il grido di aiuto di foreste bellissime che vengono decimate, giorno dopo giorno, ora dopo ora». E in quanto al fax del funzionario, ci si può scommettere che gli ambientalisti avevano un qualche conto da regolare.