Ostia per due giorni è la capitale dei «dischi volanti»

Emiliano Leonardi

A Ostia il sipario dell’estate viene chiuso quest’anno dai campionati europei di frisbee freestyle, un appuntamento sportivo che riporta indietro con la mente alla stagione del boom del plastico oggetto di chiaro stampo statunitense. L’appuntamento è iniziato ieri e si concluderà oggi al «Corallo Beach», il locale del litorale romano che si è proposto in questa estate 2006 come il punto di riferimento dello sport da spiaggia, avendo già ospitato qualche settimana fa le finali scudetto del beach volley femminile.
Stavolta lo stabilimento lidense ha l’onore (e l’onere) di ospitare i migliori freestylers del vecchio continente, pronti a darsi battaglia per la corona di re degli «Open Pairs» e del «Open Co-op». Tre atleti per squadra e più di cinquanta freestylers provenienti da ogni angolo d’Europa, dalla Svezia alla Danimarca, dall’Olanda alla Germania, dalla Svizzera alla Francia, oltre che, ovviamente, dall’Italia, Paese ospitante, con la capitale che organizza per la prima volta la rassegna continentale, grazie anche al patrocinio del Campidoglio, della Regione Lazio e in collaborazione con l’Uisp (Unione italiana sport per tutti).
Il frisbee non è più la passione di massa di una trentina di anni fa ma resta uno sport molto spettacolare: piroette, movimenti creativi, artistici e atletici, accompagnati da un nutrito sottofondo musicale. Per quarantotto ore qualcuno potrà immaginare persino di trovarsi a Malibu e non sulle dune della storica spiaggia dei romani. Oggi, poi, è prevista anche una dimostrazione da parte di alcuni fra i migliori interpreti statunitensi di questo sport solo apparentemente semplice da praticare.
Gli yankee saranno tra l’altro i giudici ufficiali dei Campionati. Tre le categorie di giudizio sulla base delle quali la giuria darà la sua valutazione delle «routines»: impressione artistica, difficoltà ed esecuzione. La durata di ciascuna prova non supererà i cinque minuti, per una disciplina che unisce aspetti della ginnastica e della danza miscelati al gioco base del lancio, della presa e dello «spin» (giro), caratteristici del frisbee. Per l’associazione sportiva no profit «Fristail», che ormai da tre anni organizza corsi di frisbee acrobatico e che conta nel ranking mondiale quattro allievi tra i primi cinquanta e due atleti istruttori (Fernando Botrugno e Lorenzo Apriani) tra i primi venti, gli Europei rappresentano una sorta di rampa di lancio per il decollo di una disciplina sportiva diversa dai consueti stereotipi ma non per questo disprezzabile.