A Ostia e Tor Bella Monaca Arrestate due nonne, pusher per arrotondare la pensione

La conoscono tutti come «nonna Sara». Ai «lotti» delle case popolari di viale Vasco de Gama e di via della Paranzella la donna, 70 anni e numerose condanne passate in giudicato, è considerata la numero uno. La sua attività preferita, oltre a passeggiare con i nipoti al parco giochi, lo spaccio di cocaina ed eroina ai tossici della zona. Come la sua «collega» di viale dell’Archeologia, nel cuore delle case comunali di Tor Bella Monaca.
Nonna Lina, 68 anni, tre figli e ben sette nipotini, per arrotondare la pensione di operaia decide di spacciare droga. Due «piazze», Ostia ponente e Tor Bella Monaca, in cui i clienti non mancano tanto che le due industriose nonnine lavorano a pieno ritmo. Quando i carabinieri della stazione locale fanno irruzione in casa della seconda, difatti, la trovano alle prese con bustine di cellophane termosaldate, bilancini di precisione, sostanza da taglio e frullatori. In questo caso nessuna torta da farcire: sul tavolo della cucina mannite in quantità e mezzo chilo di cocaina con un’alta percentuale di principio attivo. Roba buona, insomma, come quella venduta da nonna Sara in una comprensorio tristemente noto per i tossicodipendenti e gli spacciatori che entrano ed escono a tutte le ore. Proprio l’andirivieni di clienti dall’abitazione di Sara mette in allarme i carabinieri di Ostia. I militari si appostano e filmano. Ieri il blitz assieme agli esperti delle unità cinofile nel caseggiato ex Iacp del Lido. La donna, arrestata 9 volte in pochi anni, sei per detenzione e spaccio di droga, alla vista delle divise non fa una piega. «Cosa volete da una povera pensionata?», chiede agli uomini del nucleo operativo che la conoscono bene. I pastori tedeschi non ci mettono molto a fiutare la polvere bianca, cocaina, già confezionata in dosi pronte per essere distribuite ai «cavalli» incaricati della vendita al dettaglio. In un cassetto in camera denaro contante, oltre mille euro in banconote di piccolo taglio, e materiale utile al confezionamento del «cocco». Un arresto significativo per gli inquirenti. Proprio fra le storiche palazzine di via della Paranzella, lo scorso agosto, un tunisino sconvolto da crack e cocaina si avventa su un appuntato dei carabinieri, Roberto D.C., 45 anni di cui 25 di servizio, con un collo di bottiglia. Incitato dagli abitanti delle case che scendono in strada gridando «ammazzalo ammazzalo», lo straniero colpisce il militare al volto procurandogli gravi ferite al mento, alla mandibola e a un braccio.
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