Ostia, finisce col «botto» la fuga del superlatitante

Preso a Ostia il superlatitante di Centocelle dopo un inseguimento mozzafiato. Feriti un bambino di 10 anni che si recava al mare e un agente, oltre all’arrestato e il suo socio. Gli uomini del XIII commissariato lo aspettavano da ore. Sapevano che Larbi Tobabi, il marocchino di 44 anni che il 15 giugno ha aperto il fuoco prima su alcuni extracomunitari, poi contro un agente, aveva un appuntamento a Capocotta. Sulle dune della spiaggia più trasgressiva d’Italia il ricercato numero uno della capitale doveva incontrare qualcuno per uno scambio d’affari: 30 chili di hashish per una montagna di soldi. Quelli, che gli sarebbero serviti a scomparire per sempre. Ma fra «lo Zio», come è conosciuto ai giardinetti del Forte Prenestino, e il fantomatico compratore si sono introdotti i «ragazzi» della giudiziaria di Ostia, camuffati da surfisti. Succede tutto in pochi secondi, poco prima delle 11 di ieri, quando gli uomini della speciale tirano fuori dai bermuda pistole e tesserini. Larbi fugge, suo fratello di latte, Hamid Haugoub, 28 anni, viene acciuffato. Gli basta raggiungere la Ford Focus di Hamid, girare la chiave e premere sull’acceleratore per dileguarsi.
La folle fuga dell’utilitaria grigia con il portellone posteriore aperto viene seguita da un elicottero, decollato da Pratica di Mare, mentre partono a sirene spiegate le altre volanti. Sono 12 chilometri da brivido, dagli stabilimenti Mediterraneo e Zagaja fino al vecchio dazio dove viene agganciato dalle pantere della polizia. Lo «Zio» non molla e a tutta velocità si lascia dietro i poliziotti.
Quando termina la Litoranea Larbi ha due possibilità: arrendersi o tentare l’impossibile creando il panico sul piazzale Cristoforo Colombo, affollato dalla gente scesa dalla metro. Sceglie quest’ultima e imbocca contromano la rotatoria riservata ai bus. Un primo giro sgommando e distruggendo le auto in sosta. Gli uomini del vicequestore Rosario Vitarelli decidono di bloccarlo frontalmente. Ma Larbi non frena e finisce contro l’Alfa del commissariato. A quel punto lo straniero è già a terra, ammanettato in attesa delle ambulanze. Il ragazzino, fortunatamente, viene colpito di striscio su una gamba, l’agente al fianco del guidatore riporta varie contusioni. Per Larbi e suo fratello, piantonati al Grassi, le accuse sono pesanti: droga, armi, resistenza, tentato omicidio, ricettazione. Il primo è stato arrestato tre volte negli ultimi anni e di solito imbraccia un fucile calibro 12 a canne mozze, una pistola calibro 9 e un machete. Da giorni si era trasferito in un appartamento a Torvaianica, ospite di amici, dove avrebbe spostato la sua base operativa.