Ostia: un flop il ripascimento della spiaggia

L’arenile del lido di Roma? Continua ad arretrare e rischia di scomparire per effetto dell’erosione marina se non saranno trovate soluzioni adeguate. Ma c’è di più. Il tanto pubblicizzato ripascimento realizzato dalla Regione Lazio, che avrebbe dovuto rappresentare l’intervento risolutivo «salva spiaggia», è stato un «flop». A denunciarlo è il neo presidente del XIII municipio, Giacomo Vizzani (Pdl), che nei giorni scorsi si è recato per un sopralluogo nel lido di Castelfusano.
«La spiaggia di Ostia - conferma Vizzani - è arretrata di 40 metri nel tratto antistante quest’area per effetto dell’erosione prodotta dalle correnti marine, che non è stata fermata, ma aumentata dal nuovo sistema realizzato dalla Regione e che, peraltro, dopo aver danneggiato Ostia, ora ha iniziato a rompere anche i tubi e i pozzetti drenanti sistemati sull’arenile». Sui responsabili di questa grave vicenda Vizzani non ha dubbi. «Il presidente Piero Marrazzo e l’assessore all’Ambiente Filippo Zaratti - sostiene - che permettendo l’applicazione di un sistema anti-erosione, hanno risparmiato senza dare un servizio, cioè nuova spiaggia. Anzi hanno penalizzato Ostia, perché se l’arenile continuerà ad arretrare, diminuiranno i bagnanti». «La Regione invece di cercare di nascondere il danno pagato con il denaro dei contribuenti - conclude Vizzani - dovrebbe ricostruire la spiaggia con altri e più efficaci metodi di ripascimento, adeguati alla costa e assicurarne la manutenzione».
L’arenile è scomparso non solo per l’erosione, ma anche in seguito alla costruzione di opere idrauliche realizzate nel corso degli anni, che hanno modificato le correnti marine. Per permettere ai bagnanti di sdraiarsi ancora su questo lembo di arenile, la Regione aveva adottato la tecnica del cosiddetto Bms, acronimo di Beach Management System, un innovativo sistema già applicato con successo negli Usa, in Gran Bretagna, Scozia, Giappone, Spagna, Svezia, Malesia e in Francia. A Ostia, però questa tecnica sembra non abbia funzionato. «Questo perché - riprende il presidente del XIII municipio - l’assessorato regionale all’Ambiente e i tecnici incaricati non ne hanno valutato prima le conseguenze, in relazione alle particolari condizioni della costa. Il Bms si basa sul drenaggio del sedimento: per evitare che le onde si riportino in mare la sabbia vengono interrate tubazioni che, sfruttando il principio di percolazione dell’acqua del mare, permettono il deposito dei sedimenti lungo la spiaggia e il riflusso al mare tramite una pompa». Ma il sistema è efficace se applicato in maniera congiunta al ripascimento, che ricostruisce la spiaggia ogni due-tre anni. A Ostia, invece, il mare è avanzato perché il drenaggio non ha funzionato e i tubi sono fuoriusciti dalla sabbia, che si è ridotta drasticamente di volume.