Ostia, rogo in parrocchia: cade nel vuoto

Stefano Vladovich

Trova ospitalità in chiesa, si schianta al suolo dopo un volo di 8 metri. Voleva sfuggire alle fiamme che nel pieno della notte si sono sprigionate nella camera da letto di una dépendance della parrocchia Stella Maris, a Ostia. Purtroppo Cataldo M., pensionato di 64 anni con «problemi di adattamento familiare», arrampicato sul davanzale della finestra in cerca di scampo, è scivolato nel vuoto. Il cadavere, rimasto a terra per ore, è stato trovato ieri mattina da un sacerdote. Immediato l’intervento dei sanitari del 118 ma per l’anziano, oramai, non c’era più nulla da fare.
Teatro della tragedia la parrocchia del Lido di Levante da sempre in prima linea nel difendere i bisognosi. Come la famiglia di Simeone Nardacci, trucidato nell’estate del ’98 nel complesso ex Federimmobiliare da una famiglia di pedofili. «Lo hanno trovato alle 7.15 - spiega Rosario Vitarelli, dirigente del XIII commissariato -. Abbiamo effettuato rilievi sia dentro l’abitazione che in cortile, per escludere componenti esterne all’incidente. La scientifica, in particolare, ha rilevato tutte le impronte lasciate nella stanza e sulla finestra. Prima di azzardare altre ipotesi dovremo aspettare i raffronti. Ora stiamo interrogando i familiari per capire cosa è accaduto prima che la vittima giungesse a Stella Maris». Secondo un primo esame del medico legale le lesioni riportate sarebbero compatibili con la terribile caduta. Ma solo l’autopsia chiarirà ogni aspetto di questa morte assurda. In viale dei Promontori sono arrivati anche i vigili del fuoco con un mezzo speciale batteriologico. Secondo la perizia del 115 a innescare il rogo un mozzicone di sigaretta caduto su una coperta accanto al comodino, probabilmente mentre Cataldo dormiva. Le fiamme avrebbero provocato una cortina di fumo tale da rendere l’aria irrespirabile. La porta bloccata. Quindi la decisione di tentare l’impossibile. Il salto dal primo piano, o la perdita di equilibrio, è stato fatale. Il poveretto è morto sul colpo.
Una vicenda drammatica che lascia molti dubbi. Possibile che nessuno abbia sentito le sue grida? Il parroco, don Plinio, è stato ascoltato fino alla tarda mattinata dalla polizia. Lo stesso è accaduto ai familiari di Cataldo, la moglie e due figli. Cosa è successo nelle ore precedenti alla «fuga» di casa? «Aveva problemi di convivenza con i parenti - dicono gli inquirenti -, tanto da chiedere a don Plinio di restare qualche giorno in sacrestia». I vicini si lamentano per il via vai continuo di persone: «Don Plinio ospita chiunque - dice una donna - bielorussi, barboni, disperati. Prima o poi doveva succedere».