«Ostia simbolo del degrado delle periferie»

Rita Smordoni

«Nella periferia di Roma esistono zone ad alto rischio, dove la rinuncia del Comune a svolgere la propria funzione sociale di prevenzione può portare al consolidamento di ghetti simili a quelli parigini». La denuncia parte dal segretario romano del sindacato della Polizia municipale (Sulpm), Alessandro Marchetti, che cita come esempio l’edificio di lungomare Toscanelli 184 a Ostia, l’ex colonia Vittorio Emanuele.
All’interno dello stabile sono state individuate, secondo un rapporto dei vigili urbani aggiornato ad agosto 2005, la bellezza di 95 residenze anagrafiche, richieste ed ottenute da cittadini in maggioranza di nazionalità extracomunitaria. «Ci chiediamo perché - afferma Marchetti - nonostante la polizia municipale abbia segnalato al Comune la presenza all’interno dell’edificio di questa sorta di centro di accoglienza e abbia chiesto di sapere chi siano gli assegnatari dei locali e se questa attività corrisponda alle finalità dell’eventuale associazione assegnataria, non abbia ancora ricevuto risposta».
La questione non è di poco conto, poiché, dopo aver verificato la residenza di un soggetto all’interno di un edificio pubblico, compete alla polizia municipale accertare a che titolo la utilizza ed eventualmente denunciare alla magistratura l’occupazione abusiva. «Senza le informazioni del Comune, unico proprietario dello stabile - dice Marchetti - i vigili sono messi nell’impossibilità di operare i controlli necessari».
Nell’ipotesi che l’edificio di Lungomare Toscanelli venga utilizzato per finalità sociali, sarebbe da chiedersi attraverso quali criteri, da chi vengano selezionati i cittadini ospitati, se l’assegnazione dei locali è mai avvenuta attraverso la concorrenzialità dell’offerta tra diverse realtà associative e ancora se le associazioni utilizzatrici siano iscritte o meno all’albo regionale.
L’ufficio stampa dell’ assessorato alle Politiche Abitative fa sapere che «al civico 184 di Lungomare Toscanelli risultano essere assegnatari del Comune un centro anziani, una sede dei vigili urbani e la biblioteca comunale». Nessun centro di accoglienza per extracomunitari dunque, né associazioni che si occupano di diritti degli immigrati. Questo fa pensare che le 95 residenze concesse dall’amministrazione comunale hanno portato ad altrettante occupazioni abusive.