Ostia Il XIII municipio e la sinistra litigano sull’uso dell’ex colonia

Protestano centrosinistra e associazioni contro l’approvazione da parte del XIII municipio del provvedimento sul cambio di destinazione d’uso della ex Colonia Vittorio Emanuele di Ostia, ormai da anni teatro di una serie di occupazioni abusive, su cui era prevista la realizzazione della Casa della Cultura. Un vero e proprio «blitz della maggioranza di centrodestra», secondo l’opposizione. «Sull’area di circa 3mila mq era già partito il finanziamento, attraverso un bando chiuso lo scorso dicembre, di due milioni di euro da parte del Comune e 900mila euro della Regione - spiega Luca Faggiano del Cantiere sociale XIII municipio, cartello che racchiude le associazioni territoriali coinvolte nel progetto - ora il municipio vuole spostarci alcuni uffici tecnici mentre, per il futuro, c’è l’idea di realizzarvi una università privata.
Massimiliano Parsi, presidente della commissione Commercio del Comune, e Cristiano Rasi, presidente della commissione Ambiente del XIII municipio, considerano «fuori luogo il polverone che si sta alzando sul futuro dell’ex colonia». «La rimodulazione degli spazi che l’amministrazione del XIII municipio sta portando avanti - sostengono - lascia alla cultura ampio margine di esercizio in quasi 1500 mq. Non concentrando in un unico luogo le attività culturali del territorio, poi, si evita di lasciare tagliate fuori tutte le altre realtà del XIII, troppo spesso in passato abbandonate al loro destino. La cultura è patrimonio di tutti, e tutti devono avere la possibilità di accedervi, senza doversi obbligatoriamente allontanare dalla zona in cui si vive. È ben gradito, inoltre, l’intervento di Regione e Comune per il recupero dell’ex colonia che, ricordiamo, è un patrimonio architettonico di Roma e soprattutto del litorale. A chi, oggi, parla di “blitz” o forzature vorremmo far presente che alcuni personaggi hanno occupato un’aula consiliare proprio il giorno del dibattito sul futuro dell’ex colonia. Queste persone con arroganza, prepotenza e fare minaccioso hanno impedito il dialogo e cercato di imporre la loro idea come se quella fosse la sola e unica possibile».
«In merito alle polemiche riguardanti l’ex colonia - sostiene Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura del Comune - confermiamo e ribadiamo che il progetto che poteva essere modificato in precedenza con una semplice determinazione dirigenziale, successivamente è passato invece in commissione Cultura, in municipio XIII e, infine, in commissione Lavori pubblici, se il clima politico lo permetterà. Sorprende, da parte dei centri sociali, della sinistra e del Pd, un atteggiamento che mette in discussione il cardine stesso della democrazia rappresentativa. Il secondo aspetto è quello per il quale comitati e associazioni del territorio possono proporre progetti di riqualificazione, ma questo non presuppone nessuna “ipoteca” sull’assegnazione delle strutture, che andranno regolarmente in bando pubblico».