Ostiense, minore accoltellato dopo una rapina

Difende l’amico, si becca una coltellata all’addome. Un ragazzo di 15 anni operato d’urgenza al San Giovanni, due amici di 17 e 18 anni sconvolti e loro, una gang di rapinatori da quattro soldi, in fuga per le vie di Testaccio. Altro fatto di sangue nel quartiere Ostiense, una delle zone più movimentate della capitale fra discoteche, pub e locali notturni. Poche settimane dopo la maxi rissa davanti al Gazometro che ha provocato la morte di un 31enne davanti un bar, altra storia di violenza e di coltelli. A ricostruire la dinamica dell’aggressione, che solo per un soffio non si è trasformata in tragedia, i carabinieri del Gruppo Roma.
Siamo in via Matteucci, all’angolo con via Benzoni. È passata da poco la mezzanotte. Marco, Davide e Francesco, chiamiamoli così, sono appena usciti da una birreria. Quale? Non se lo ricordano. Sanno solo che a un certo punto, mentre cercano di raggiungere l’utilitaria dell’unico maggiorenne, Francesco, spunta una gang di tre persone. Tutti con il volto coperto da cappucci. La luce fioca dei lampioni fa scintillare le lame di lunghi coltelli a serramanico. Poche parole ma molto convincenti: «Dacci soldi e cellulare altrimenti ti “puncichiamo”». La «puncicata», ovvero la coltellata in romanesco d’altri tempi, viene evitata solo perché il 18enne non se lo fa ripetere due volte e tira fuori portafogli e telefonino. La banda pochi secondi dopo è in fuga. I ragazzini rapinati non ci stanno e, una volta in auto, si lanciano all’inseguimento del gruppetto. «Non avevamo telefoni per chiedere aiuto - racconteranno ai carabinieri - così abbiamo provato a recuperarlo da soli». Nel portafogli del giovane solo pochi euro. Ma a Francesco preme soprattutto la patente nuova di zecca e gli altri documenti. Pochi minuti ancora e la gang, appiedata, viene raggiunta dai tre «pischelli» inferociti. Il faccia a faccia con i balordi sembra una sequenza del film «I Guerrieri della Notte». Tre contro tre, solo che i balordi sono armati. Alla vista dei ragazzini appena rapinati, però, accelerano il passo per darsela a gambe levate evitando lo scontro. Marco, però, è il più veloce di tutti, ne raggiunge uno e lo trattiene un secondo o due per la maglietta. Giusto il tempo di ricevere una coltellata in pancia. Ancora un istante e i tre svaniscono nel nulla, mentre Marco si solleva la felpa e si accorge della ferita. Alla vista del sangue sbianca, Davide e Francesco lo sorreggono. La situazione precipita, ma i due ragazzi non si fanno prendere dal panico e lo caricano in macchina tamponando alla meglio l’emorragia. Piazzale Ostiense, via Marco Polo, via Cristoforo Colombo a tutto gas fino al pronto soccorso del San Giovanni. Qui il ragazzino viene medicato e trasferito immediatamente in sala operatoria. Solo il caso ha voluto che non siano stati colpiti organi vitali. «Le sue condizioni non sono gravi ma resta in prognosi riservata», spiegano i sanitari alla fine dell’intervento chirurgico.
Un’ora dopo la rapina i militari verbalizzano le due versioni di Davide e Francesco. «I loro ricordi sono confusi e in parte contraddittori - spiega il tenente colonnello dei carabinieri Alessandro Casarza, comandante del Gruppo Roma -. A cominciare dal locale indicato e in cui non risulta che siano passati. Il minorenne è ancora sedato e non potremo ascoltarlo prima di stasera». Alla notizia dell’ennesimo episodio di violenza il sindaco Gianni Alemanno si è recato in ospedale per visitare il 15enne. «Un atto grave - commenta il primo cittadino -. Emerge ancora una volta l’uso nefasto di coltelli e taglierini da parte di giovanissimi. Tutto ciò deve spingere su una normativa per impedire che si portino armi da taglio, armi bianche. Dobbiamo aumentare le pene».
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