Ostriche tossiche in Francia: colpa di un’alga

Il ministro dell’Agricoltura apre un’inchiesta dopo due morti sospette. Bloccata la vendita dei mitili

Alberto Toscano

da Parigi

L'ostrica maledetta sta provocando l'allarme pubblico in Francia, dove due persone sono morte in circostanze misteriose, probabilmente proprio per essersi cibate del contenuto della famosa conchiglia. Ieri Didier Houssein, direttore generale della sanità transalpina, ha rilasciato dichiarazioni interlocutorie a proposito del decesso di due signori di 77 e di 61 anni nella località di Arcachon, in Gironda, la regione di Bordeaux. Proprio le famose ostriche di Arcachon costituiscono una prelibatezza gastronomica francese, un po' come i celebri vini rossi originari dell'area di Bordeaux. Ma le acque dell'Atlantico avrebbero subito in questa stessa area un misterioso inquinamento provocato da una microalga attualmente allo studio degli eperti e rivelatosi micidiale proprio nel caso delle ostriche. Nessun problema per i pesci, che continuano a essere pescati e consumati liberamente. Allarme rosso, invece, per le colture di ostriche e cozze, di cui è attualmente proibito il consumo. Questo divieto delle autorità sanitarie nazionali ha conseguenze economiche molto serie, visto che una parte rilevante delle ostriche consumate sulle tavole francesi vengono proprio da quest'area sudoccidentale del Paese. Da decenni il bacino di Arcachon, area fondamentale dell'ostricoltura della Gironda, è considerato come una «miniera d'oro» gastronomica. I prodotti locali hanno una denominazione di qualità e le singole aziende competono tra loro per affermare il proprio prestigioso marchio. Adesso tutto è fermo. Una parte dei dipendenti è in cassa integrazione e il peggio potrebbe essere alle porte: il periodo delle festività di fine anno coincide col boom del consumo di ostriche da parte della popolazione transalpina e l'eventuale persistere del divieto di sfruttare la produzione del bacino di Arcachon coinciderebbe con una crisi di ben più ampie dimensioni. La popolazione protesta. I primi a scendere in piazza sono stati ovviamente gli ostricoltori, ma ormai tutti quanti condividono la loro preoccupazione. «Fermare la produzione di ostriche in questa parte della Francia sarebbe come chiudere i pozzi di petrolio in Arabia Saudita», afferma un giornalista di Bordeaux con un'immagine drammaticamente significativa. Però il governo di Parigi non può certo permettere che un prodotto pericoloso finisca sulle tavole imbandite del periodo natalizio e in particolare della notte di San Silvestro. Quei due morti, presumibilmente provocati proprio dalle ostriche killer, fanno planare un'ombra di paura su uno dei cibi più apprezzati dai francesi, che - tra il serio e il faceto - amano attribuire alle ostriche non trascurabili doti afrodisiache. Ieri il ministro dell'Agricoltura Dominique Bussereau ha annunciato l'imminente invio ad Arcachon di un esperto incaricato di indagare sull'inquinamento delle acque in cui si sviluppano le ostriche locali e sulla malattia contratta da queste ultime.