Otma, un editore da mettere in agenda

Otmaro Maestrini: un genio del marketing applicato alla poesia che pubblica 300 titoli e un fortunatissimo diario «lirico»

Se le marche private di molti prodotti sugli scaffali dei supermercati spesso recano sul cartellino il «Primo prezzo», nell’editoria poetica ad assumersi questo ruolo è Otmaro Maestrini, della Otma Edizioni di via Cesariano. Lui, classe 1938, è un uomo piccolo e magro con un passato di centromediano e di gestore di ristorante.
Oggi è l'editore dell'«Agenda dei Poeti» e di una quantità tale di libri di poesia da non aver quasi rivali presso i piccoli editori: 343 titoli. E le poesie pubblicate dalla sua «Agenda» sono 7800: una per ciascun foglio, 365 o 366 fogli per ciascuno dei diciotto anni...
Ogni numero dell'Agenda tira 20-25.000 copie, e la tiratura viene venduta tutta. Perché Maestrini è una specie di genio del marketing. Su richiesta, personalizza un certo numero di copie dell'agenda con il nome di uno sponsor. Un'agenda è un regalo che dura tutto l'anno e ricorda centinaia di volte il nome di chi l'ha regalata. La poesia la nobilita.
Le poesie raccolte vengono da tutta Italia, ogni anno ne vengono proposte alla Otma circa 1.800, di cui un terzo provengono da Milano. Maestrini pubblica senza effettuare una grande selezione, e - come a volte capita - gli orrori si trovano fianco a fianco con le poesie da Nobel.
C'è molta più attenzione, invece, sui libri: bisogna pur sempre saper scegliere fior da fiore, separare l'orchidea dall'assafetida. Maestrini, intelligentemente, non chiede soldi agli autori: chiede impegno per presentare i libri al pubblico e, fuori Milano, a volte anche aiuto per collocarli presso le librerie.
Otmaro Maestrini stampa con pochi soldi e distribuisce in modo artigianale. Ma chiarisce subito: «Il libro di poesia è un prodotto e per venderlo bisogna farlo conoscere. Per questo io giro l'Italia a presentare i miei libri».
Se non ci fosse Otma Edizioni, molti poeti autentici non arriverebbero mai alla prima pubblicazione, o dovrebbero affrontare sacrifici finanziari per veder uscire in volume i loro versi. Maestrini riesce a svolgere questo ruolo di «primo editore» e a guadagnarcisi da vivere, il che significa che può continuare a svolgerlo. Forse il fatto che a Milano si badi ai danee non viene poi per nuocere, nemmeno quando si parla di poesia.