Otorini costretti a curare diabete e ictus

Diabetici o anziani scompensati nelle mani degli otorini. Succederà da stanotte all’ospedale Antero Micone di Sestri Ponente, dove il sistema sanitario ligure si mostra più schizofrenico del solito e fa fronte all’emergenza delle guardie notturne chiamando in servizio specialisti di discipline che poco hanno a che vedere con patologie medico-internistiche.
La chiamata in campo è stabilita da una nota della direzione sanitaria dell’ospedale per «l’improvvisa necessità di inserire nei turni di guardia interdivisionale i dirigenti medici otorinolaringoiatri per l’impossibilità del personale di Voltri a coprire una quota di guardie sino alla cessione traslativa dell’ospedale di Voltri all’ospedale Evangelico internazionale...». Di qui la rivolta degli specialisti di Otorinolaringoiatria che non vogliono trovarsi di fronte a situazioni che non sono in grado di affrontare, con inevitabili conseguenze sotto il profilo medico-legale, visto che i pericoli per l’incolumità dei pazienti sono alti.
«In poche parole, un paziente diabetico in fase di scompenso rischia la pelle per l’intervento in buona fede di un medico che da vent’anni opera orecchie, nasi e gole e che nulla ricorda circa l’assorbimento dell’insulina, del rapporto fra questa e gli elettroliti e della sua durata in circolo», spiegano gli specialisti del reparto in una nota che hanno divulgato ieri proprio per rendere coscienti i cittadini di questo nuovo corso dell’Antero Micone.
I medici chiedono infatti che - come avvenne tredici anni fa quando si tentò un simile provvedimento - sia l’Ordine professionale a intervenire duramente. E perché no? Anche i sindacati. Nel 1998 ci fu infatti un tentativo analogo per mettere otorinolaringoiatri e oculisti a guardia attiva del pronto soccorso del Celesia di Rivarolo, «ma grazie all’autodenuncia all’Ordine dei Medici degli stessi specialisti e all’intervento dell’allora battagliero presidente dell’Ordine Sergio Castellaneta, che portò il caso in Prefettura e a conoscenza della Procura della Repubblica, la questione - spiegano - si concluse con una diffida dell’Ordine a impegnare personale medico ultraspecialistico in compiti di medicina e chirurgia generale».
La questione è arrivata anche in consiglio regionale dove il capogruppo del Pdl Matteo Rosso, insieme con il consigliere Roberto Bagnasco, annuncia che presenterà un’interrogazione urgente sull’ordine di servizio. «Con questa decisione si propone un fatto gravissimo, conseguenza della riorganizzazione prevista dalla Giunta regionale che ha stabilito la fusione delle strutture ospedaliere di Voltri e dell'Evangelico e del relativo personale. Ciò rappresenta un fattore di grave pericolosità non solo per i medici, che saranno costretti a ricorrere a vie legali per tutelarsi, ma soprattutto per i pazienti. Infatti viene spontaneo chiedersi come possa un otorino che si occupa di problemi otorinolaringoiatrici intervenire in maniera adeguata nei confronti di un paziente che ha un infarto cardiaco o un ictus celebrale?».
L'esponente del Pdl sottolinea che «tale decisione mette a forte rischio i medici e la salute dei pazienti che dovranno sapere che potranno essere seguiti da medici che da anni lavorano su altre patologie rispetto a quelle per le quali il paziente necessita di cure e che quindi non sono più aggiornati su specialità diverse».
Secondo Rosso invece di andare avanti si va all'indietro. «Con la mia interrogazione - continua il consigliere regionale del Pdl - ho chiesto all’assessore alla Sanità Claudio Montaldo di fare pressione sui vertici dell’Asl per fare in modo che questo ordine di servizio venga ritirato e per provvedere a ripristinare le guardie interne in maniera che gli specialisti possano seguire le patologie per cui si tengono in costante aggiornamento».
Secondo il capogruppo del Pdl la situazione così come si starebbe paventando crea diverse criticità. «La riorganizzazione delle strutture sanitarie previste da Montaldo rischia di mettere davvero a repentaglio la salute dei pazienti: è necessario correre ai ripari».