Per ottenere risparmi si spendono più soldi

L’appuntamento al ministero del Welfare è stato fissato per stamani quando il commissario Marrazzo dovrà presentare le soluzioni necessarie a mettere in moto il piano di rientro dal deficit. Ci riuscirà? Chissà. Comunque vada la strada, per lui, ormai è stata tracciata: subito dopo l’attuazione dei provvedimenti richiesti a ripianare 302 milioni di euro di sforamento corrente sarà affiancato da un sub-commissario tecnico di governo per portare a termine gli atti necessari a diminuire la spesa sanitaria che, a oggi, galoppa sui 1.600milioni di euro l’anno. E non potrebbero andare diversamente le cose se si vanno a leggere alcuni dei provvedimenti che il commissario ha siglato nei giorni scorsi per dare una parvenza di risparmio. Infatti, nelle more degli atti, per realizzare alcuni progetti viene nascosto - e nemmeno tanto bene - un nuovo impegno di spesa. Vale a dire: prima o poi si risparmierà ma intanto si deve mettere mano al portafogli. Per avviare la riorganizzazione dell’offerta sanitaria sul territorio l’impegno di spesa forfettario è di un altro centinaio di milioni di euro. Non se la prenda Piero Marrazzo se a questo punto ci potrebbe essere qualcuno che malignamente pensi quanto sia doveroso nominare un sub-commissario. Non tanto per mettere sotto tutela il governatore, quanto per tutelare i cittadini da provvedimenti un po’ troppo bizzarri. Eppure in tempi come questi, la riorganizzazione dell’assistenza territoriale dovrebbe produrre vantaggi e utili. Altro che perdite. E invece no, per dare corso alla realizzazione del Pal (Piano attuativo locale) servono precisamente 98.879.544 euro, da impiegare per la rete ambulatoriale nei distretti sanitari con particolare e diversa attenzione per la città di Roma. E comunque per realizzare i Pal verranno chiamati a raccolta entro la fine del 2008 tutti gli enti locali: comuni, circoscrizioni e municipi. Questi soldi, però, in cassa non ci sono; tuttavia Marrazzo si impegna a scrivere che le risorse necessarie le troverà sottraendole dai capitoli di spesa di finanziamenti già erogati: 47 milioni dalle spese di funzionamento delle Asl, 24 dal progetto per la cosiddetta Casa della Salute, altri 700mila dalla formazione degli operatori sanitari e 8,3 milioni dal fondo per le autosufficienze, nonché 18,7 dalla stessa assistenza territoriale. Una scelta quest’ultima che si legge come un paradosso: si deve riorganizzare l’assistenza territoriale e si tolgono i soldi all’assistenza territoriale. I conti non tornano: pure per recuperare le somme necessarie a realizzare il Pal mancano sempre quei 18 milioni e settecentomila. E procedendo nella rincorsa spasmodica di misure adatte a produrre economie il presidente-commissario inciampa nella stesura di un altro provvedimento che servirebbe a risparmiare risorse. Quante? Non lo sa nemmeno lui e lo scrive.