Ottime le premesse con quel cast senza «sanremismo»

Bisognerà aspettare d’avere ascoltato le canzoni in gara, per sapere se Sanremo 2007 saprà onorare nel modo dovuto la rentrée di Pippo Baudo al timone della kermesse. O, il che è lo stesso, se Pippo ha saputo onorare la propria fama di zelo, onestà e amore per la musica, dotando la gara di canzoni d’adeguato livello. Intanto, però, l’elenco degli artisti selezionati offre, già da sé, un buon pretesto all’ottimismo, e induce a sperare che il festival venturo si paleserà come uno dei migliori registrati negli ultimi tre o quattro lustri: con i due organizzati da Adriano Aragozzini, i due di Fabio Fazio e quello firmato da Tony Renis.
In questo senso, Baudo ha già messo a segno una prima, basilare vittoria, compilando un cast di tutto rispetto dove il «sanremismo», ossia quel misto di melensaggine, oleografia, romanticume che ha tristemente connotato la storia del festival, sembra pressoché assente, e se è difficile ipotizzare un Sanremo convertito alla sperimentazione o all’«impegno», pare altrettanto improprio paventare una kermesse all’insegna della banalità o del tradizionalismo più oltranzista.
Ecco per esempio due cantautori, come lo scanzonato Cristicchi e il più caustico Silvestri, impossibili da ascrivere al sanremismo più retrivo. Ecco una grandissima artista, come Milva, con un testo dell’estroso Giorgio Faletti. Ecco - ed è autentico scoop - un cabarettista di vena agra e di riconosciuto talento, come Paolo Rossi, impegnato in un inedito di Rino Gaetano.
Altri, come Fabio Concato, gli Stadio, Tosca, Mango, Antonella Ruggiero, hanno seminato, negli anni, tante e tali prove della loro classe da sbarrare la strada a ogni perplessità pregiudiziale. Lo stesso vale per Nada, autrice maiuscola e acclamata outsider del cantautorato al femminile. Cui appartengono anche Amalia Gré, già molto apprezzata dai critici per il suo stile eterodosso, e Leda Battisti, talento genuino d’autrice e interprete, ingiustamente, quanto rozzamente, penalizzata dal voto popolare durante l’ultimo Music farm.
Quanto agli Zero Assoluto, brio e intelligenza non fanno loro difetto, pur nella fragilità dei contenuti. I Velvet hanno all’attivo buone cose e altre di minore risalto: vedremo quale dei due aspetti, questa volta, prevarrà. Di Piero Mazzucchetti sappiamo solo che ha riscosso buon successo all’estero, di Johnny Dorelli che è stato un grande dello swing, nonché della commedia musicale e del cinema più commestibile, di Marcella e Gianni Bella che sono capaci, a seconda delle circostanze, di buoni e di meno buoni risultati. Così come Al Bano, le cui ultime prove sanremesi, del resto, si sono svolte all’insegna di un’indubbia dignità, seppure non sempre premiata da selezionatori e giurati.