«Ottimo con le castagne. Ma mai dopo Natale»

«Il novello è un vino semplice e immediato che si consuma in queste prime settimane di novembre, subito. Ma non ha ragione di esistere dopo Natale perché non può durare a lungo in cantina. Anzi, diffidate dei novelli che vi vengono offerti dopo il periodo natalizio».
Parola di esperto: Giuseppe Rosati è uno dei più noti sommelier a New York, è il wine expert di Felidia, uno dei più famosi ristoranti italiani di Manhattan
Perché il novello viene chiamato il vino dei contadini?
«È un retaggio culturale, il novello veniva spillato dai nostri contadini tra la fine di ottobre e i primi di novembre per controllare lo stato di maturazione del vino».
È un vino però alla portata di tutti?
«Ha una logica di mercato all'interno di grandi supermercati, perché possono vendere dei buoni novelli durante tutto il mese di novembre a un prezzo accessibile tra i 4 e i 6 euro. Negli Stati Uniti, il più grande mercato per il vino italiano, non ho mai visto un novello italiano. Nelle nostre enoteche, ad esempio, si troverà alcune bottiglie di riferimento a partire da sabato prossimo, ma dopo alcune settimane il novello scomparirà».
Esistono degli ottimi novelli?
«Alcune aziende si sono specializzate con dei vitigni autoctoni come il Nero d'Avola, il Teroldego e il Ciliegiolo, ma buona parte dei novelli è vino semplice ad essere generosi».
Il novello è famoso come il vino autunnale.
«Più che altro con il novello si festeggia l'arrivo dell'autunno, perché si sposa bene con alcuni prodotti tipici invernali come le castagne. Vietato berlo dopo Natale».