Gli otto anni di agonia dell'esiliato Zweig

Otto anni durò la second life di Stefan Zweig. Second life proprio perché fu la vita virtuale di un virtuoso umanista molto umano (anche troppo quanto a generosità). Londra, New York, e poi il Brasile di Petrópolis, che per lui fu un paradiso-purgatorio dove si uccise, con la seconda moglie. Dentro di sé, infatti, era già morto il giorno in cui aveva lasciato l'Europa, quella strana e complicata «cosa» che tanto aveva contribuito a ricostruire mentre laggiù Hitler e altri si affannavano a distruggerla. L'esilio impossibile è la storia della lunga agonia di Zweig.

Daniele Abbiati