Otto artisti a ritmo di «swing» in una doppia mostra collettiva

Comun denominatore delle due arti, la necessità di organizzare nella pittura il «fattore spazio» e nella musica il «fattore tempo»

Lucio Filipponio

Musica dal vivo e pittura di scena all’Eliseo per l’ultimo appuntamento 2006 con la rassegna «Drink In Art» curata da Nicola Sapio e Massimiliano Cavallo. Presso il foyer Visconti e Valli una formazione di tre elementi ha accompagnato a ritmo di swing l’inaugurazione di una doppia mostra di otto artisti contemporanei distanti per stili e tematiche, che offrono il loro omaggio a un genere musicale, lo swing, che li ha accomunati in questi ultimi anni. Oltre che al foyer dell’Eliseo, altre opere degli stessi artisti, saranno esposte fino al 22 aprile presso i locali della galleria Tartaglia di via XX Settembre 98.
«Quel che resta degli eroi» del napoletano Vittorio La Spina si impone come un dilemma irrisolto agli occhi del pubblico. Possiamo cogliere sia una rilettura delle tematiche romantiche ottocentesche nelle «trasparenze soffuse di luce e nel delicato fraseggio di toni caldi» ci dice il curatore della mostra, ma anche una successiva fascinazione per i toni poetici di grandi paesaggisti toscani, che vanno ad arricchire di nuovi impasti cromatici la sua tavolozza. Ai «Cigni» di Paola Fiori, omaggio alla maternità che veste i panni di animali antropomorfi, creature sinuose e rese armoniche dall’evidente eredità fumettistica dell’autrice.
Da una pittura a olio evocativa della sorella minore a quella astratta e informale di Piero Tartaglia, da sempre legato alla corrente avanguardista «The European Group» di Serge Poliakoff. Con «Sinfonia del colore», l’autore declina la sua profonda passione per la musica swing attraverso un ricco universo di colori e segni come «ineludibili forme che - ci dice il curatore - si addensano e si frantumano nello spazio tridimensionale su cui l’immagine dipana e dispone il suo percorso». Comun denominatore delle due arti in scena e la comunicazione: sia nella musica mediata dal fattore «tempo» sia nella pittura data dallo «spazio», l’opera artistica rappresenta il prodotto ideale dell’organizzazione di tali elementi, capace di offrire le suggestioni di un binomia storico e sempre evocativo.