«In otto in barca a vela chiacchieriamo bordeggiando»

Quando hanno cominciato, vent’anni fa, erano quasi delle pioniere. Otto donne, tutte sole in barca a vela, in giro per il mare e i porti d’Italia. Ambra Gaudenzi, figlia dell’artista futurista Alf Gaudenzi, che a Genova dirige la galleria Il vicolo, ha raccontato le avventure vissute con le amiche in un libro, Amiche in alto mare.
Vi sentivate un po’ delle globetrotter del mare, quando avete cominciato?
«Sì, lo spirito era quello. L’avventura. Il viaggio, non tanto fra i posti visitati, quanto fra noi e i nostri pensieri. Anche perché eravamo già tutte donne adulte: andare in barca è stato un modo per lasciarci alle spalle famiglie, responsabilità, figli».
Una fuga?
«No. Ma l’occasione per stare insieme in modo diverso, per crescere ancora di più».
Otto donne in barca. Che cosa cambia?
«Ci siamo cimentate con qualcosa di tipicamente maschile, anche perché noi non facciamo competizione sportiva. È un modo per metterci alla prova: si sale a bordo ed è una nebulosa, ogni anno c’è quella che dice: “Tiriamo su le tende”».
Come la vivete?
«Come un’avventura, da capitani coraggiosi. Anche se non lo siamo. Ma per noi è già un’impresa staccarci dal molo».
Chissà fare un viaggio intero...
«Il senso del viaggio però non è tanto nello spazio, quanto nel tempo: esci da Genova, arrivi in traversata a Finale e già ti senti in vacanza. È il mare che ti fa questo effetto».
Come vi sentite?
«Molto orgogliose. Siamo fiere di riuscire a portare questa barca tutte insieme, in armonia, anno dopo anno. Quest’estate andremo in Sardegna».
Il viaggio al femminile ha qualcosa di speciale?
«Sì. È diverso da una vacanza con uomini e donne. Per la crescita, continua. In barca sei tu, il mare, la vela e le altre. E soprattutto le donne parlano: i discorsi e le risate nel pozzetto... Negli anni ci siamo confrontate, aiutate, ritrovate».
È questo il segreto? Le chiacchiere fra donne?
«Sì. È una caratteristica tutta femminile, che in barca viene esaltata ancora di più. E poi noi abbiamo tempo: non facciamo le traversate come gli uomini, bordeggiamo bordeggiamo».