OTTO DONNE, UN MISTERO E uno scheletro nell’armadio

Approda al Teatro San Babila il musical reso celebre da Ozon. Nel cast anche Elsa Martinelli, Corinne Clery ed Eva Robbins

Un buon giallo confida sempre in un riuscito depistaggio: Otto donne e un mistero ci riesce sin dal titolo: i misteri sono ben più di uno, si nascondono tra gli sguardi, le mezze parole, le pieghe degli abiti eleganti di un gruppo di donne dell'alta borghesia francese, in una casa di campagna circondata dalla neve. Inverno fuori, calor bianco per la tensione dentro.
Belle, intelligenti e pericolose, le otto donne covano ciascuna un segreto inconfessabile. L'ombra dell'omicidio di Marcel (l'unica presenza maschile della storia, chiuso nella sua camera da letto) grava su questo colorito universo femminile. Tratto dal racconto Huit Femmes di Robert Thomas, adattato e reso celebre sul grande schermo da François Ozon e Marina de Van, Otto donne e un mistero conquista il palcoscenico nella versione diretta da Caludio Insegno, riscritta a quattro mani con Caterina Costantini (che ne è anche interprete). Giallo nello stile di Agatha Christie ma anche musical ironico, a tratti persino comico, abile nel giocare tra dramma e commedia: insomma, un cocktail infallibile, che dopo un anno di successi in giro per l'Italia approda al Teatro San Babila, dove resterà fino al 9 marzo. Un successo merito di un cast ottimamente assortito, che vede - oltre a Caterina Costantini - Elsa Martinelli, Corinne Clery, Eva Robin's, Mimma Lovoi e tre giovani attrici come Tiziana Sensi, Sara Greco e Beatrice Buffaldini.
Un «lavoro di squadra» che smentisce il luogo comune delle eterne rivalità femminili. «In teatro si scrive poco per le donne - spiega Caterina Costantini -. Questa pièce è la risposta perfetta alla cronica mancanza di buoni ruoli per le attrici. Non è solo per questo, ovviamente, che abbiamo deciso di mettere in scena otto donne: la storia è un meccanismo perfetto, sa far ridere ma non in modo sterile, induce il pubblico a pensare. Innanzitutto, attorno al mistero che sembra legare tutte le protagoniste con la vittima, e poi, quando ogni segreto viene svelato e ogni scheletro esce dall'armadio, attorno alla condizione malinconica e di solitudine di ognuna delle donne coinvolte. Il fascino di questi personaggi femminili risiede nel loro essere insoliti: partono con un volto e finiscono con un altro, radicalmente differente». Thriller, mistero, psicologia e sorriso sulle note di una colonna sonora composta per l'occasione da un'altra donna, a dimostrazione di un progetto al cento per cento femminile: «Il film di Ozon - spiega la Costantini - si affidava a brani celebri francesi. Le canzoni dello spettacolo sono invece tutte originali e tutte di Rossana Casale. Ogni protagonista viene rappresentata da una melodia». Che il progetto «rosa» abbia divertito le sue protagoniste emerge chiaramente dalle parole di Elsa Martinelli, che svela anche un curioso aneddoto: «C'è sempre stato rispetto reciporoco tra noi, anche tra i normali scontri caratteriali dietro le quinte. Sul palco tutto funziona egregiamente. Quando mi venne proposto lo spettacolo avevo qualche dubbio, quindi ho chiamato per un consiglio la mia amica Mariangela Melato. Il suo commento è stato: beata te, fallo subito, ti divertirai un sacco, io con i miei monologhi sono sempre sola. Effettivamente, la cosa mi ha stimolato». E se c'è un volto e una voce che sembrano nati per una commedia di questo genere, sono quelli della francese Corinne Clery: «Io impersono il personaggio che nel film di Ozon era di Fanny Ardant. Penso però di aver dato a questa donna un carattere più eccentrico, meno malinconico». Il sorriso splendidamente bon vivant ne è la conferma.
Otto donne e un mistero
Al Teatro San Babila
fino al 9 marzo alle ore 21
tel. 02.795469