Otto italiani su 10 vogliono disinnescare l’atomica

da Milano

Gli italiani non hanno dubbi: la minaccia nucleare iraniana va presa molto sul serio e rappresenta un grosso pericolo per la stabilità e le relazioni internazionali. Nessun dubbio nemmeno sulle reali intenzioni che gli ayatollah nascondono dietro il bisogno di nucleare per necessità civili e sulle iniziative politiche da adottare nei loro confronti. Sono un rischio, vanno isolati, non bisogna sottovalutarli. Sono i risultati di un sondaggio realizzato da FerrariNasi&Grisantelli per il Giornale. Otto italiani su dieci per esempio, esattamente l’83,8% del campione, sono convinti che se l’Iran dovesse acquisire la tecnologia atomica militare diventerebbe un concreto pericolo per la stabilità della zona. E che il bisogno di nucleare civile per questioni di produzione energetica sia solo una scusa per poi arrivare all’atomica militare (75,6%). Tutto questo proprio nel momento in cui le tensioni tra Washington e Teheran sono diventate più roventi che mai.
Sul piano invece del diritto dell’Iran ad avere una propria bomba atomica come molti altri Paesi le percentuali calano un po’, ma non di molto: solo il 10,3% è più o meno d’accordo, il 56% non è per nulla d’accordo e il 24,5% non sa bene se sia giusto o no. Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, alla luce delle inadempienze dell'Iran e del suo rifiuto di soddisfare le misure di fiducia richieste dovrà ora valutare che iniziative intraprendere. Il problema è: che cosa fare? Le soluzioni sono molte. Le più votate: l’Occidente dovrebbe impegnarsi con maggiore determinazione ma solo con il consenso dell’Onu (57,3%), senza il consenso dell’Onu (12,8%), con o senza consenso (23,3%). In ogni caso non restare con le mani in mano.
Diverse anche le azioni da intraprendere nei confronti dell’Iran suggerite dagli intervistati. L’isolamento politico internazionale lo vuole il 36,9% del campione, quello economico rigido il 33,5. Ma non mancano consigli alternativi. Finanziare l’opposizione interna per far cadere il governo trova d’accordo il 23,4% del campione, il 30,1% preferirebbe soluzioni più drastiche come azioni dei servizi segreti con l’obiettivo di eliminare i dirigenti più intransigenti. Solo il 4,8% vota il bombardamento preventivo dei siti nucleari e il 5,6% un attacco militare completo per rovesciare il governo.
In ogni caso le minacce del presidente iraniano contro Israele vanno considerate seriamente per il 75,7 anche se solo il 47,0% considera, al di là delle prese di posizione del governo e della propaganda di regime, la popolazione dell’Iran lontana dall’Occidente come valori e idee. Insomma il popolo è una cosa, gli ayatollah un’altra. La colpa in fondo è sempre dei cattivi maestri.