Otto mesi in balia di un bruto

Doveva essere per sempre la sua schiava. Disposta a tutto. Per questo, l’albanese 40 anni non ha esitato a minacciarla, picchiarla e stuprarla. Un inferno durato otto mesi. Per la giovane donna, da poco maggiorenne, un calvario durato mesi.
L’uomo, grande, grosso, violento conosce la ragazza in un bar dove lei lavora in nero. L’energumeno, durante i primi approcci è comprensivo, si mostra perfino innamorato. Poi comincia a terrorizzarla. Botte e violenze, sopportate in silenzio perché lei non ha il permesso di soggiorno e teme d’essere espulsa.
La rumena poi allaccia una relazione con un egiziano, regolare, operaio. Per l’albanese, è un affronto insopportabile. Sequestra la ragazza e sono ancora botte e violenze. La giovane alla fine si rivolge ai carabinieri di Desio che le consigliano di dare appuntamento al bruto.
L’albanese arriva con un amico italiano su una Golf. I militari in abiti civili, s’avvicinano: il conducente parte di scatto e tenta di travolgere i militari. Un carabiniere spara tre colpi ma l’auto si dilegua. Verrà rinvenuta a Senago. L’italiano, pregiudicato, è arrestato per tentato omicidio, mentre l’extracomunitario riesce a far sparire le tracce. Forse è tornato in Albania.