Otto minuti per otto giovani in jazz

Chi si immagina il jazzista tipo come un musicista attempato e «vissuto», si ricrederà nell'ascoltare i talenti in erba che si esibiranno sabato prossimo al Teatro Carlo Felice: gli otto concorrenti che parteciperanno alla IV edizione del premio Giovane in Jazz non toccano i 30 anni, e c'è chi ne ha appena compiuti 18. La serata avrà luogo il 10 maggio presso l'Auditorium Eugenio Montale del Teatro Carlo Felice di Genova, e la prima nota scoccherà alle ore 20.30.
L'evento, promosso dall'Associazione Jazz Lighthouse con la collaborazione di Provincia e Comune, è l'unico «osservatorio» ligure sul panorama jazzistico dei nuovi talenti emergenti, sebbene vi partecipino ragazzi di tutta Italia. Per i giovani musicisti è una grande occasione per salire su un palco accompagnati da professionisti ed essere ascoltati da critici del settore; ognuno di loro suonerà insieme a una sezione ritmica composta da Massimiliano Rolff al contrabbasso, Fausto Ferraiolo al pianoforte e Matteo Ottonello alla batteria, mentre nella giuria ci saranno musicisti come Luca Cosi e Stefano Riggi, esperti di jazz come Giorgio Lombardi (Museo del Jazz) e Marco Travagli (Ellington Club), e diversi giornalisti. I concorrenti avranno 8 minuti a testa in cui potranno esibirsi su degli standard di jazz, e ai giurati spetterà di valutare sia la bravura da solista sia l'abilità nell'«interplay», ossia nel suonare assieme al gruppo. Al vincitore spetterà, oltre a una targa e alla possibilità di partecipare alla rassegna Sestri Jazz 2008, una borsa di studio di mille euro offerta dalla Provincia di Genova, un piccolo tesoro per chi avrà la fortuna (o meglio, la bravura!) di poter così coltivare la propria vocazione musicale. Accanto al «talent scouting» ci sarà spazio anche per i talenti già affermati, che verranno premiati per la loro attività di valorizzazione della musica e in particolare della musica afro-americana.
Premio alla carriera a Egidio Colombo, jazzista e pittore, colonna portante del Louisiana Jazz Club e che ha avuto l'onore di suonare con mostri sacri d'oltreoceano come Albert Nicholas, Bud Freeman, Bob Wilber e Bobby Hackett. Re delle «note tradotte in parole», il giornalista Danilo di Termini, addetto stampa del Teatro dell'Archivolto e critico musicale per molte riviste. Tra i promotori di eventi legati al jazz, il più attivo ed entusiasta è risultato lo spezzino Antonello Pischedda. Mentre il disco jazz dell'anno è un felice incontro tra due generazioni di jazz, ossia i veterani Cesare Marchini e Renato Sellani e il giovane Luca Cosi: «Il vento del mare» è un intenso, emozionante dialogo tra raffinati solisti, nonché una riuscita dimostrazione di come il jazz non sia solo «roba da grandi»… anzi, è un infinito in cui non si smette mai di sperimentare, e non si è mai troppo piccoli per emozionare.