Ottobre alle Eolie, viaggio mistico tra acqua, terra e fuoco

Quel fumo che spunta dietro la montagna sembra una nuvola appoggiata sulla cima. Ti viene incontro così, lo Stromboli, vulcano-isola che emerge dal Mar Tirreno come un cono rovesciato e ti inquieta per le sabbie e le acque nere che carezzano la sua base. Ci si arriva solo dal mare, dopo una traversata in aliscafo che parte dai porti di Milazzo, Napoli e Reggio Calabria. Più che una vacanza sarà un'esperienza soprannaturale, perfetta fuori stagione.
Già scesi sul pontile, si sente uno strano rumore di tuono, come un temporale in arrivo. Sovrastati da un cielo azzurro limpido si comprende che quel brontolare viene dal monte, dalla sua bocca che ogni quarto d'ora emette fuoco, lapilli e cenere a formare quella stramba nube proprio lì in alto. Iddu, così gli isolani chiamano il vulcano, saluta facendo i fuochi d'artificio. Significa «Lui» nel dialetto di queste parti, personificazione di un elemento naturale possente che per gli strombolani è presenza costante e richiamo. Un nomignolo che fa anche riferimento alla natura divina un tempo attribuita ai fenomeni incontrollabili del nostro pianeta e che ancora oggi scandisce ritmi e regole di un posto fuori dal comune decantato anche da Roberto Rossellini nel suo film del 1949 «Stromboli, terra di Dio», protagonista una giovanissima Ingrid Bergman.
Due i borghi abitati di quest'isola di poco più di 12 chilometri quadrati. C'è San Vincenzo, 450 abitanti, qualche ristorante, quattro alberghi e tre spiagge indimenticabili fatte di sabbia scura come la lava dove non esistono stabilimenti balneari, ma solo la libertà un po' selvaggia di chi ci va a trascorrere la giornata. E c'è la riservata Ginostra, situata a sudovest e raggiungibile solo via mare, dove d'inverno rimangono a vivere una trentina di persone e dove Rosita, argentina trasferita qui per amore, gestisce l'unico emporio affacciato sui colori del Mediterraneo. Un solo bed & breakfast accoglie chi arriva a Ginostra rinunciando a qualunque forma di mondanità per vivere un mare estremo e ammaliante.
Sull'isola sono pochissimi gli agricoltori. Si vive di turismo e di una pesca fatta con piccole barche che vengono portate in secca la sera davanti al lungomare, inseguite dai gabbiani e dai bimbi che giocano nella luce del tramonto. La cucina di tutto l'arcipelago è composta da ingredienti semplici di queste parti, come i capperi, le olive, le acciughe o le erbe aromatiche. I piatti sono spesso piccanti. Da non perdere una sosta golosa al ristorante di Zurro o alle Terrazze di Eolo, e quando sarete stanchi di cibo e sole, ci sono altre due possibilità per rendere la vacanza un esercizio mistico.
Se il vulcano non è in forte attività, quasi tutti i giorni partono le escursioni alla sua cima, 926 metri. Obbligatorio affidarsi alle guide autorizzate per evitare pericoli. Si parte dopo le 17 per un faticoso trekking di tre ore che regala uno spettacolo da togliere il fiato. Nella piazzetta panoramica davanti alla chiesa si noleggiano scarponi, giacca antivento, casco e torcia, raccomandati per tutti. Si scende col buio. Se non avete voglia di ripide salite, affidatevi agli operatori che propongono gite in barca diurne e serali. Vi porteranno al cospetto della Sciara del Fuoco (sciara significa strada in questo dialetto arabeggiante), per fare un'altra esperienza che resterà per sempre nel cuore. Si tratta della parte più spettacolare di Stromboli, sulla costa nordest, una depressione a forma di ferro di cavallo, ripida e immensa parete di sabbia vulcanica dove si riversano i prodotti eruttivi dei crateri sommitali. La Sciara è percorsa da enormi blocchi incandescenti che scivolano in mare tra vapori e cenere e arrivare lì in barca al tramonto consente di osservare le esplosioni da un «balcone» privilegiato. Jules Verne, affascinato da questi fenomeni, ambientò a Stromboli la conclusione del suo romanzo «Viaggio al centro della terra». E come il professore e suo nipote, protagonisti di quell'avventura tra scienza e fantascienza ai limiti dell'impossibile, anche voi rimarrete stupiti da tanta primordiale bellezza.
Per dormire: Hotel Ossidiana, 3 stelle, doppia con colazione 60-150 euro; pacchetto tre pernottamenti e trekking in ottobre a 229 euro in doppia con colazione; pacchetto 7 notti «Esplorare Stromboli» 399 euro (www.hotelossidiana.it); Hotel La Sirenetta, 4 stelle di fronte allo scoglio di Strombolicchio, doppia 120-190 euro (www.lasirenetta.it). L'aeroporto più vicino è Catania, ci si arriva con Easyjet, Alitalia, Windjet, Airone, Meridiana, Lufthansa, Volareweb.