A ottobre record del debito pubblico ma il fabbisogno sta migliorando

Secondo il rapporto di Bankitalia tengono le entrate fiscali al netto delle una tantum

A ottobre sale ancora il debito pubblico, ma migliora il fabbisogno dello Stato; tengono le entrate fiscali, che si attestano sostanzialmente allo stesso livello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Il confronto a distanza di un anno, infatti, è influenzato dal fatto che nel 2010 si è notevolmente ridotto il gettito delle imposte sostitutive introdotte con il decreto anticrisi del novembre del 2008, che nel 2009 aveva originato in larga misura una tantum, oltre alle imposte sostitutive dell’Ires, dell’Irap e delle addizionali, versate per il riallineamento di valori contabili derivanti dall’adozione dei nuovi principi Ias/Ifrs.
È quanto si ricava dal supplemento al Bollettino di Finanza Pubblica di Bankitalia. Complessivamente, le entrate nei primi dieci mesi scendono dell’1,7%, che però si traduce in un calo dello 0,3% al netto delle una tantum, «perfettamente in linea con le previsioni», dice il ministero dell’Economia, secondo cui «l’andamento sta positivamente convergendo sulla linea della normalità ante-crisi». Bankitalia aggiunge che a ottobre il debito dell’amministrazione pubblica ha raggiunto la quota record di 1.867,3 miliardi contro i 1.844,8 miliardi del mese di settembre e i 1.804,5 dello stesso mese del 2009. Le entrate tributarie nei primi dieci mesi dell’anno sono state pari a 294,307 miliardi contro i 299,557 miliardi dello stesso periodo del 2009.
A ottobre, comunque, le entrate sono aumentate raggiungendo quota 28,230 miliardi: a settembre si erano fermate a 21,814 miliardi, mentre a ottobre del 2009 erano state pari a 28,489 miliardi. Secondo i dati del dipartimento delle Entrate, nello stesso periodo gli incassi relativi ad attività di accertamento e controllo hanno raggiunto un importo pari a 4.118 milioni di euro, con un incremento del 13,6%.
Buone notizie, inoltre, per quanto riguarda le attività che il Tesoro detiene presso la Banca d’Italia,in crescita a ottobre (+14,5 miliardi, a 61,5). «L’elevato livello di queste disponibilità liquide - commenta l’istituto - riflette una gestione finanziaria prudente a fronte delle perduranti tensioni sui mercati dei titoli di Stato».
Bene, infine, l’andamento del fabbisogno della pubblica amministrazione. A ottobre infatti è risultato pari a 7,8 miliardi, inferiore quindi rispetto a quello registrato a settembre - 13 miliardi - e a quello di ottobre 2009, che era pari a 11,3 miliardi di euro.