Ottomila in Duomo per ricordare don Giussani

Andrea Tornielli

Sono venuti in ottomila per ricordarlo e hanno riempito il Duomo per ricordare e pregare per don Gius. Una folla senza fine, commossa, di giovani anziani, milanesi e non di ogni ceto sociale che hanno assiepato in piedi, in silenzio le navate della cattedrale. Erano lì per tutti per lui, quando ieri sera il cardinale Dionigi Tettamanzi ha celebrato la Messa in memoria di don Luigi Giussani, il fondatore di Comunione e Liberazione, scomparso un anno fa, nella stessa cattedrale dove si svolsero le esequie alle quali partecipò l’allora cardinale Joseph Ratzinger.
Accanto a Tettamanzi, che ha celebrato sull’altare, c’era anche don Julian Carron, successore di don Giussani alla guida del movimento da lui fondato. Ed è stato proprio Carron ad aprire le celebrazioni leggendo l’intenzione della Messa: «Domandiamo a don Luigi Giussani di sostenere il popolo nato nella sua fede in Cristo», ha detto leggendo poi una lettera inviatagli da Papa Benedetto XVI il due febbraio scorso, proprio per ricordare la figura e le opere del sacerdote.
«Tutti noi lo sentiamo vivo - ha detto il cardinal Tettamanzi nella sua omelia - perché ha lasciato e continua a lasciare tracce profonde nel nostro cuore e nella nostra esperienza di vita cristiana. Lo sentiamo vivo, senza alcuna paura di essere rimasti orfani, ma con la certezza e la gioia di una paternità che non solo permane, ma che cresce e spiritualmente si fa più intensa, più pura e feconda». «Di Cristo ogni cristiano deve essere innamorato - ha continuato il cardinale - senza limiti e senza posa. Di questo “innamoramento” don Giussani è stato testimone limpido (...)