In ottomila con Tettamanzi per don Gius

(...) e forte, con tutta la passione umana e la carica di fede che lo travolgevano. Di questo stesso “innamoramento” don Giussani è stato missionario infaticabile ed educatore entusiasta nei riguardi di quanti ha incontrato nel suo ministero sacerdotale, a cominciare dai giovani».
Tettamanzi ha quindi sottolineato l’importanza della missione, che «è la ragione stessa dell’esistenza» della Chiesa: «So che questa partecipazione alla missione della Chiesa - partecipazione convinta e responsabile, personale e comunitaria, operante nei più diversi ambienti della vita sociale - è stata una costante del magistero e dell’opera di monsignor Giussani. E so che il suo impeto missionario ha segnato a tal punto Comunione e liberazione da costituirla nella sua essenza più profonda come un “movimento”». E un applauso del popolo di Cl ha interrotto l’omelia quando l’arcivescovo ha detto che visitando le parrocchie ha spesso incontrato persone di Cl, impegnate nella pastorale ordinaria che gli hanno detto: «Le vogliamo bene». «E la mia risposta è stata identica: vi voglio bene. Con la stessa sincerità, la ripeto questa sera a tutti voi». Applauso che si è ripetuto a fine omelia. «Il nostro desiderio è servire con tutta la nostra esistenza la Chiesa», ha detto don Carron, a Tettamanzi, chiudendo la celebrazione. «Desidero ringraziarla a nome di tutta Comunione e liberazione per questa celebrazione con cui ha voluto esprimere la sua stima per don Giussani e per il movimento. Secondo Carron «in una situazione così confusa e drammatica, avvertiamo più viva che mai l'urgenza di testimoniare il cristianesimo come risposta alle esigenze del cuore di ciascuno di noi e dei fratelli uomini». Alla Messa, seduti in prima fila, anche il governatore Roberto Formigoni, il sindaco Albertini, il presidente della Provincia Penati, l’europarlamentare azzurro Mario Mauro e l’ex prefetto Ferrante.