«Ottonello non può fare il segretario, a Forza Italia servono spiriti liberi»

Rosso: «Era vice di Casale, ora faccia mea culpa»

Paola Setti

Sommessi mugugni e vibrate proteste si sono susseguiti per tutto il giorno, dai piani bassi su su fino a quelli alti di Forza Italia. Ma chi se l’aspettava che fosse Matteo Rosso, neoeletto consigliere regionale, giovane ma non diteglielo perché dopo sei anni a far politica è stufo di passare per l’acerbo della situazione, a esprimere, pardon urlare, «il dispiacere e la disapprovazione» per quell’assemblea di autoconvocati che, organizzata dalla presidente di Azzurro Donna, Alba Viani, ha detronizzato Giuseppe Casale e incoronato Pasquale Ottonello al coordinamento cittadino del partito.
Matteo Rosso ma lei non era un timido?
«Per fare politica ci vuole coraggio. Forza Italia deve avere coraggio»
Gli autoconvocati lo hanno avuto, o no?
«Certo, e infatti apprezzo Alba Viani, che da sempre dice la sua con coerenza, e Azzurro Donna, un movimento, come quello dei seniores, cui dobbiamo moltissimo»
Ottonello invece l’ha fatta arrabbiare.
«Non è accettabile che arrivino pubblicamente critiche al coordinatore da parte di chi fino a due mesi fa ne era il vice. Ottonello non si è dimesso un anno fa in dissenso con Casale, ma due mesi fa perché il suo ruolo era incompatibile con la candidatura alle elezioni regionali».
Nessuno tocchi Casale.
«Casale avrà anche fatto degli errori, ma togliere lui per metterci quello che è stato il suo vice significa essere punto e a capo. Ottonello invece di scaricare la responsabilità sugli altri faccia mea culpa».
Ottonello è uno che ha più visibilità di Casale, però.
«Anche Alberto Gagliardi aveva visibilità ma l’abbiamo fatto fuori perché si è detto che non andava più bene. Adesso serve qualcuno che al di là della visibilità cerchi il ragionamento e sappia gestire il rapporto con gli altri partiti»
Ottonello è stato il primo ad avviare la federazione con gli altri partiti nella Circoscrizione Medio Levante che presiede.
«Ecco vede, è questo il punto: Ottonello crede che la sua Circoscrizione sia la città, ma non è così. Il Medio Levante è una rosea realtà anche per merito suo, ma il coordinamento cittadino è una cosa tutta diversa»
Fuori l’identikit del perfetto coordinatore.
«tanto per cominciare una persona slegata da referenti nazionali, che abbia il coraggio di svincolarsi dalle pressioni delle correnti interne. Possibilmente un volto nuovo, qualcuno che non si sia mai candidato, per esempio. Magari una donna».
Fuori il nome.
«Non ho nomi in tasca, io dico che serve un congresso».
L’ultimo congresso ha eletto Casale nonostante gran parte del partito preferisse Giovanni Battista Pittaluga.
«Inutile reclamare adesso, all’epoca quando fu proposto di votare per alzata di mano nessuno si oppose, nemmeno Ottonello, e le mani si alzarono tutte».
Priorità del nuovo coordinatore?
«Garantire la continuità del rapporto con gli elettori, che non possono venire considerati solo in campagna elettorale. E serve qualcuno che non abbia orari».
Rosso, da quanto tempo è in Forza Italia?
«Dal ’99. Lo so che domani arriveranno le critiche, ma la politica si fa con coraggio oppure non si fa».