Ottonello straccia la tessera e si arruola nel partito di Marta

Un mese fa era seduto a fianco di Stefania Craxi e ce l'aveva con la persecuzione delle «toghe rosse» contro il Cavaliere. Una settimana fa si è adagiato davanti alla scrivania del sindaco Marta Vincenzi. Lunedì si è gustato su Rai Tre il «Trasformista» con Barbareschi. Ieri ha stracciato la «tessera numero 2» di Forza Italia, acquisita nel 1994 come «cofondatore genovese». Ha quindi rassegnato le dimissioni dal Pdl (con un semplice sms al coordinatore Bornacin) e da presidente del municipio Medio Levante. Infine si è accomodato sulla poltrona di assessore nella giunta di centrosinistra, ma «è stata una decisione ponderata». Pasquale Ottonello, classe 1950, da Masone, ex sindacalista Uil, ex craxiano di ferro, ex socialista, ex forzista, ex pidiellino, è il nuovo asso nella manica del «rinnovamento» nella giunta Vincenzi a Tursi che dall'anno scorso non gode più dell'appogio di Rifondazione. Ottonello sostituisce Elisabetta Corda alle Manutenzione e ad Aster. L'assessora va in «pensione» dopo essere stata la responsabile del personale e dei servizi sociali, ma soprattutto dopo i recenti dissidi e le difficoltà nell'azienda a partecipazione comunale.
Una bomba politica sulla quale ha influito pure il «forte imbarazzo nel Pdl» per il Ruby-gate e l'attacco dei pm milanesi. Un'onda d'urto mica da ridere. Sia a destra, sia a sinistra. Perché adesso, con il precedente dell'assessore «Via col vento», i vertici locali del pdl dovranno fare i conti con quelli nazionali a Roma che, a loro volta, sono in subbuglio. E perché, dall'altra parte, la sindaco è stata chiara e continuerà a fare quello che vuole. Indipendentemente dai «diktat» del Pd e, soprattutto, in vista delle elezioni 2012. «Non ho consultato il partito - ha spiegato Vincenzi - la decisione non è stata presa ascoltando gli altri assessori. È stata una mia scelta. Se al Pd piace, bene. Se non piace, deve andargli bene ugualmente. Non mi pongo problemi di sigle, ma di progetti. L'assessore Ottonello è stato un buon presidente di municipio ed è giusto coinvolgere nella giunta comunale chi lavora nell'interesse dei genovesi. Dopo la fuoruscita di Rifondazione, non faccio allargamenti di giunta a destra. Non è un pasticcio, né un'ammucchiata. Il mescolamento delle appartenenze rappresenta un grande valore. Guardo soltanto al Progetto Genova per rilanciare il capoluogo ligure. Ottonello era al terzo mandato da presidente di municipio e risultava il più idoneo alla nomina di assessore». L'ex tessera numero due della Forza Italia genovese non si è ancora iscritto nel centrosinistra, ma, sul futuro, ha le idee chiare. «Nel 2012 mi schiererò per Marta Vincenzi sindaco - ha detto Ottonello - la mia esperienza nel centrodestra è finita. Non si può negare il forte imbarazzo che c'è nel Pdl a seguito delle vicende nazionali. A livello territoriale, invece, non ho rivendicazioni da fare. Il caso sollevato da alcuni colleghi regionali sul raiss Scandroglio non mi tocca affatto. Nessuna polemica nemmeno con il coordinatore genovese Bornacin. Di sicuro non sarò mai con Oltremare di Musso, né con i finiani di Fli. Anzi, penso che chi organizza liste civiche con finalità partitiche e non territoriali, crei soltanto dei pastrocchi a svantaggio dei cittadini. Se non mi avessero offerto la poltrona di assessore sarei quindi rimasto nel pdl. Sembra un controsenso e un trasformismo. Non è così. Ho dato le dimissioni da tutto. La mia è stata una scelta di campo decisa, netta e irrevocabile». «A livello nazionale - continua il neoassessore di centrosinistra - ho avuto forti delusioni perché talune scelte per le candidature nelle liste non c'azzeccavano niente con la politica. A livello locale, invece, sono stato deluso dalla difficoltà del Pdl di affermarsi e di presentarsi come una reale forza di governo».