Ovazioni per la lezione di Scorsese

da Cannes

Martin Scorsese ha lasciato cadere l'offerta del Festival di Cannes di partecipare al film collettivo ideato da Gille Jacob, Chacun son cinéma, ma non l'offerta di tenere una lezione di cinema. Per lui, ieri, vasto pubblico: oltre mille persone.
Presentando l'incontro, il direttore artistico del Festival, Thierry Frémaux, ha detto: «Qui tutti tifavamo commossi per lui nella notte degli Oscar». Jacob invece non è salito sul palco: In platea, Quentin Tarantino.
Il dialogo con Scorsese è stato poi condotto dal critico e storico del cinema Michel Ciment, una delle «firme» di Positif, mensile tradizionalmente rivale dei Cahiers du cinéma. L'occasione della «lezione» è stata il lancio di una fondazione per la conservazione dei film; la sostanza è stata però, prevedibilmente, l'evocazione dei quarant'anni di lavoro di Scorsese, che nel Festival di Cannes ha trovato accoglienza già con Mean Streets, fino a imporsi con Taxi Driver. Per aver analogo riconoscimento in patria Scorsese ha dovuto girare The Departed.
Nulla di meno professorale della sua «lezione» di Scorsese. Ricordi di famiglia: «Mio padre votò Roosevelt, ma era cattolico e conservatore». E ricordi più personali ancora, fin dall'infanzia: «Ho cominciato ad andare al cinema dopo una malattia curata con medicine che mi hanno lasciato la voce - stridula, ndr - che conoscete».