Ovrebo fischia il fallo anche alla Uefa "Basta così, sul gol di Toni ho sbagliato"

Comunicato grottesco: &quot;C'era Del Piero in fuorigioco attivo&quot;. Ma l'arbitro smentisce. <a href="/a.pic1?ID=269016" target="_blank"><strong>Il caso: voglia di biscotto. Noi non lo faremmo?</strong></a><strong> </strong>Ora tocca a <a href="/a.pic1?ID=269124" target="_blank"><strong>Cassano</strong></a>: dalla gaffe con Buffon a ultima speranza per la sfida decisiva con la Francia di Domenech

Si somigliano. Sì, certo: uno ha più capelli, l’altro uno sguardo meno spiritato. Ma da come alzano il cartellino, da come ti guardano, si capisce che Tom Henning Ovrebo e Byron Moreno sono fratelli. Almeno nei nostri incubi.
Guardateli insomma, sei anni sono passati invano, dal mondiale orientale all’europeo austrosvizzero, dalla sconfitta con la Corea del Sud al pareggio con la Romania, la faccia della nostra disfatta è la stessa e il risultato forse uguale, se è vero che adesso almeno abbiamo ancora un lumicino di speranza. Insomma, diciamolo: siamo antipatici. Qualcuno dice che Michel Platini si è improvvisamente ricordato di chi non l’ha votato presidente, ma più semplicemente è chiaro che noi italiani all’Europa stiamo sullo stomaco, soprattutto se giochiamo a calcio. Certo, sarà anche per il nostro vizio di essere un po’ piangina, perché nessuno pare ricordare di come in Germania siamo passati avanti con quel tuffo di Grosso al 90’ e oltre. O meglio: noi in questo momento non ce lo abbiamo ben chiaro in mente, ma in Australia giurano ancora di aver visto un azzurro volante poco prima di un rigore tirato da Totti. Però, dài, in solo due partite ne hanno combinate di ogni, mettendoci perfino il certificato con continui comunicati di spiegazione. Del tipo: il gioco è far fuori l’Italia e vi alleghiamo anche il manuale di istruzioni.
In pratica, seguendo l’ultimo Bigino del regolamento del calcio sfornato dalla Uefa in questi giorni si capisce che - ad esempio - un giocatore abbattuto e costretto a finire fuori dal campo deve farsi immediatamente consegnare dai raccattapalle un paio di stampelle per ritornare prontamente in gioco e mettere in offside l’avversario. Dopo, tuttalpiù, metterà insieme anche le ossa. E poi, è storia del messaggio alle nazioni (e alle nazionali) di ieri, visto che «il gol di Toni è regolare ma Del Piero era in fuorigioco e dunque il gol è irregolare» ecco che presto verrà introdotto il mezzo gol. Una tesi talmente assurda che perfino l’inflessibile Ovrebo alla fine ha dovuto fischiare fallo: «C’è poco da discutere: su Toni ho sbagliato io». Onesto, almeno lui.
Insomma: se piangere è il nostro sport nazionale - e in effetti l’arbitro diventa sacro quando sbaglia solo se è italiano, vedi Rosetti e le lamentele svizzere -, di sicuro questa volta la ragione è dalla nostra parte. E fra i tanti che parlano e si lamentano, suona roboante il silenzio di Pierluigi Collina, il nostro designatore che in questo europeo fa parte della commissione che assegna i fischietti. Insomma, magari lui non può fare proprio niente, però - visti i primi due direttori di gara finiti sulla nostra strada - almeno per la partita con la Francia si organizzi e capisca che questa volta ci aspettiamo un favore. Ma non quello che potreste pensare: è solo che - visto che l’Uefa dice che i fischietti sono tutti fenomeni, mentre noi sosteniamo di aver visto la reincarnazione, appunto, dell’indimenticabile Moreno -, il vero favore è che questa volta arrivi qualcosa di diverso. Praticamente ci basterebbe un arbitro.
Marco Lombardo