Owen’s Club domina il Gran Criterium ma viene squalificato

Un’incessante pioggerellina domenica ha guastato la festa per l’ottantacinquesimo compleanno del trotter di San Siro. E il terreno intriso d’acqua ha giocato un brutto scherzo a Owen’s Club, il favoritissimo del Gran Criterium che, pur passando il traguardo in netto vantaggio, ha perso clamorosamente la corsa e l’imbattibilità a causa di una squalifica per andatura irregolare. Lui, che è un pregevole stilista, è stato colto dalla giuria in ambio (l’andatura del cammello) negli ultimi cento metri ed è scattata implacabile la squalifica. Owen’s Club, all’esigua quota di 3 contro 10 sulle lavagne degli allibratori, aveva preso il comando delle operazioni allo stacco dell’autostart respingendo On the Way Grif e sembrava essere nella classica botte di ferro. Al mezzo giro conclusivo Pippo Gubellini prendeva tre sulky di vantaggio, ma già sulla curva finale cominciava ad agitarsi sostenendo il suo allievo che comunque entrava in retta d’arrivo con un vantaggio cospicuo. Negli ultimi 100 metri il fattaccio: Owen’s Club appesantiva l’azione e Pippo Gubellini smetteva di comandarlo per evitare che sbottasse in rottura. Il puledro allevato da Massimo Dubini, pur al rallentatore, tagliava il traguardo in netta evidenza, ma ormai il pasticcio era fatto. La giuria presieduta da Riccardo Del Punta esponeva subito il giallo per visionare il filmato della corsa e qualche minuto dopo emetteva la propria inappellabile sentenza: squalifica per ambio. Un verdetto, regolamento alla mano, ineccepibile anche se forse un po’ troppo severo. E soprattutto, sotto il profilo sportivo, una decisione che toglie dall’ordine d’arrivo il puledro di gran lunga più forte in campo. Va comunque detto che Owen’s Club non è sembrato il fulmine di guerra ammirato nelle precedenti tre sortite vittoriose: complice il terrenaccio la sua andatura non è stata mai del tutto convincente e anche fisicamente appariva un po’ troppo tirato. Non vorremmo che i severi metodi di allenamento di Harri Rantanen - il trainer finlandese bravo ma notoriamente dalla mano pesante - abbiano già intaccato la fibra di un puledro di limpida classe che «studia» per diventare un campione.
Non abbiamo ancora citato il vincitore di questa tradizionale classica per i puledri e corriamo subito ai ripari: si è imposto Opal Brown che, dopo un percorso non facile dalla seconda fila, ha regolato Oasis Bi nel tempo non certo esaltante di 1’15"3.
Un’ora e mezza prima Pippo Gubellini aveva messo le premesse per quella che doveva e poteva essere una giornata trionfale affermandosi nel Gran Criterium al femminile in sulky ad una splendida ed imbattuta Otras Bi, facilissima dal primo all’ultimo metro alla buona media di 1’14"1 davanti all’onesta Ozge Ferm.
Enrico Bellei, insolitamente all’asciutto nelle due classiche riservate ai giovanissimi, si è rifatto nel Gran Premio delle Aste, spadroneggiando in sulky a Ninio, dominatore alla media di 1’12"9, miglior ragguaglio cronometrico del pomeriggio.