P4, adesso si muove anche la procura di Milano Apre nuova inchiesta: nel mirino Mediolanum

Aperto un fascicolo d’inchiesta per
rivelazione di segreto d’ufficio a carico di ignoti su una
presunta soffiata arrivata ai responsabili di Mediolanum in
merito a una verifica fiscale. Sarebbe stato il capo di Stato Maggiore della Gdf Michele
Adinolfi un possibile responsabile

Milano - Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha aperto un fascicolo d’inchiesta per rivelazione di segreto d’ufficio a carico di ignoti su una presunta soffiata arrivata ai responsabili di Mediolanum in merito a una verifica fiscale. Secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stato il capo di Stato Maggiore della Gdf Michele Adinolfi un possibile responsabile della fuga di notizie relativa a un’inchiesta della procura di Milano su Mediolanum.

Aperta una nuova inchiesta Da ieri il procuratore aggiunto Robledo si occupa della vicenda e ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di rivelazione di segreto d’ufficio, al momento a carico di ignoti. Lo scorso marzo è arrivata in Procura a Milano un’informativa firmata dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Milano ed è stata affidata al Dipartimento reati economico finanziari della Procura milanese. In questa informativa si darebbe conto, stando anche a quanto riporta oggi il Corriere della Sera, del ritrovamento di un biglietto riferito a un’ispezione fiscale effettuata dai pm milanesi nei confronti di Mediolanum. Il pm di Milano Carlo Nocerino infatti sta conducendo un’inchiesta su un presunto "doping fiscale" su Mediolanum. Gli inquirenti che hanno ora in mano il fascicolo sulla presunta rivelazione del segreto d’ufficio, devono capire se sia stato Adinolfi, già indagato per rivelazione di segreto e favoreggiamento nell’inchiesta di Napoli sulla P4, il responsabile della presunta fuga di notizie. I responsabili di Mediolanum infatti sarebbero stati avvisati della verifica fiscale nell’ambito dell’inchiesta del pm Nocerino. Della presunta "soffiata" ne avrebbero parlato Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti, e un altro generale della Guardia di finanza, nel corso degli interrogatori davanti ai pm napoletani.