P4, chiesto l'arresto per Milanese Gip: "Pagava la casa di Tremonti"

Il provvedimento trasmesso alla Camera. L'accusa: corruzione, rivelazione di segreto d'ufficio e associazione per delinquere. Il gip Amelia Primavera: "Tremonti utilizza a Roma un immobile di via Campo Marzio di proprietà
del Pio Sodalizio dei Piceni, che l’ha concesso in locazione al deputato Marco Milanese". Il gip definisce "assolutamente poco chiari" i rapporti finanziari tra Tremonti e Milanese. E' stato sentito anche il titolare del ministero dell'Economia

Napoli - Una ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti del deputato del Pdl, Marco Mario Milanese. Il provvedimento, emesso su richiesta del pm Vincenzo Piscitelli della sezione Criminalità economica della Procura di Napoli, è stato trasmesso oggi alla Camera dei Deputati per l’autorizzazione all’arresto. Le accuse contestate sono di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e associazione per delinquere. Le indagini rappresentano lo sviluppo dell’inchiesta in cui è coinvolto, tra gli altri, Paolo Viscione in relazione alle attività della società assicurativa Eig.Secondo l’accusa, Milanese avrebbe ricevuto da Viscione e dalla società somme di denaro nonché orologi di valore, gioielli e auto di lusso come una Ferrari e una Bentley, viaggi e soggiorni all’estero. Tali "regali", secondo le affermazioni fatte da Viscione, costituivano il corrispettivo della rivelazione di notizie riservate e interventi per rallentare le indagini della Guardia di Finanza sulla società assicurativa.

Poi arriva l'accusa bomba del Gip. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti utilizza a Roma un immobile di via Campo Marzio n. 24 di proprietà del Pio Sodalizio dei Piceni, che l’ha concesso in locazione al deputato Marco Milanese, consigliere politico del ministro fino al 28 giugno scorso, il quale paga un canone di 8.500 euro mensili. Lo scrive il gip di Napoli Amelia Primavera nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere contro lo stesso Milanese. Il gip definisce "assolutamente poco chiari" i rapporti finanziari tra Tremonti e Milanese e, a proposito della locazione dell’immobile, ne spiega le ragione.

Nell’ordinanza  spunta - secondo quanto apprende l’Ansa -, la notizia di un interrogatorio al quale è stato sottoposto alcune settimane fa il ministro dell’ Economia Giulio Tremonti, in qualità di persona informata sui fatti, dai pubblici ministeri napoletani Francesco Curcio e Henry John Woodcock nell’inchiesta P4. Nell’ordinanza a carico di Milanese, vi è inoltre un riferimento ad una intercettazione telefonica, nell’ambito dell’indagine P4, tra il premier Silvio Berlusconi e il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, generale Michele Adinolfi. Quest’ultimo è indagato nell’inchiesta P4 per rivelazione di segreto e favoreggiamento.

I riferimenti all’interrogatorio di Tremonti e all’intercettazione telefonica Berlusconi-generale Adinolfi - conseguenza di uno scambio di informazione tra i pubblici ministeri delle due inchieste - sono contenuti nella parte di ordinanza nei confronti di Milanese nella quale il gip fa riferimento alle esigenze cautelari ravvisate a carico del parlamentare del Pdl e ritenute tali da determinare la decisione di disporre la custodia in carcere dell’indagato. Tremonti - secondo quanto apprende l’Ansa - sarebbe stato ascoltato a metà dello scorso giugno da Curcio e Woodcock, pochi giorni dopo la registrazione del colloquio telefonico tra Berlusconi e il generale Adinolfi (il telefono di quest’ultimo era sotto controllo). Al ministro dell’Economia sarebbe stata fatta ascoltare la telefonata registrata (il contenuto è al momento sconosciuto) e Tremonti avrebbe ampiamente risposto alle domande dei pm. L’interrogatorio di Tremonti è stato depositato alcune settimane fa tra gli atti posti a fondamento di alcune richieste formulate al gip dai pm napoletani. Dalla successiva lettura integrale dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il deputato Mario Milanese, pubblicata in serata tra gli atti della Camera, emerge il riferimento esplicito da parte del gip all’interrogatorio del ministro Tremonti, "il quale - è scritto - sentito il 17 giugno 2011, ha riferito in merito all’esistenza di ’cordatè" all’interno della Guardia di Finanza, «costituitesi in vista della prossima nomina del Comandante Generale». Non è, invece, esplicitamente riportato il riferimento alla registrazione della conversazione telefonica tra il premier Silvio Berlusconi e il capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza, generale Michele Adinolfi, che è agli atti dell’inchiesta P4, anche se è stato lo stesso ministro Tremonti - è scritto nell’ordinanza - a riferire ai pm come "alcuni rappresentati" della Guardia di Finanza «siano in stretto contatto con il presidente del Consiglio».