P4, la Giunta vota contro l'arresto del pdl Milanese

La giunta per le autorizzazioni ha detto "no"
all'arresto del deputato pdl. L'ex braccio destro di
Tremonti rischia la custodia in carcere dietro richiesta della
procura di Napoli. Il Senatur: "L'arresto è una forzatura"

Roma - La giunta per le autorizzazioni di Montecitorio ha detto "no" all'arresto del deputato pdl Marco Milanese. L'ex braccio destro di Giulio Tremonti rischiava la custodia in carcere dietro richiesta della procura di Napoli. La votazione della giunta sul caso dell'ex collaboratore del ministro Giulio Tremonti si è conclusa con 11 voti contro l'arresto e 10 favorevoli. Il parere del relatore Fabio Gava, sul quale la giunta ha votato, era appunto contrario all'arresto. "Devo sentire ancora il gruppo, i miei però mi dicono che è un po' una forzatura", ha dichiarato il leader della Lega Nord Umberto Bossi.

La Lega si ricompatta Luca Paolini, membro del Carroccio in giunta per le Autorizzazioni della Camera, assicura che su Milanese la Lega seguirà le indicazioni del leader del Carroccio, Umberto Bossi. Prima del voto in aula, calendarizzato per il 22 settembre, spiega Paolini, che ieri aveva anche parlato di libertà di coscienza in assemblea, "ci sarà una riunione del gruppo e saremo coerenti con le indicazioni del segretario federale". Alle opposizioni che accusano il Carroccio di incongruenze, visto che su Alfonso Papa aveva detto sì all'arresto, Paolini risponde: "Non cè stato nessun cambio di strategia". Si tratta quindi solo di "fantasie" quelle che vedrebbero nella decisione del Carroccio una scelta politica per salvare il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Paolini di fatto dibadisce che "la Lega è una, e non esistono bossiani e maroniani, ma ogni volta che c'è un confronto di idee viene interpretata come una scissione, ma non è così che sarà - assicura - in aula".

L'opposizione detta subito le regole "Noi speriamo nel voto palese perchè la politica deve riprendersi in mano le redini di questa deriva rischiosa, e prendersi la responsabilità di fronte a reati devastanti come la corruzione", ha commenatto la capogruppo pd Marilena Samperi sottolineando che "il voto segreto è previsto dal regolamento e se qualcuno lo chiederà sarà indispensabile darlo". Sulla stessa linea anche i finiani. "Quella sul voto segreto è una polemica inutile - spiega Nino Lo Presti, esponente di Fli in Giunta per le autorizzazioni - se leggiamo il regolamento della Camera il voto segreto è comunque obbligatorio quando si decide sulla persona"