La P4 si smonta: un anno e mezzo a Bisignani

Doveva essere l’inchiesta che riscriveva la storia d’Italia. Il solito mix di intrighi, logge segrete, servizi of course deviati e via mescolando, che, mediaticamente, ha un ottimo effetto bomba. Salvo poi rivelarsi un petardo, come dimostra al di là delle parole, la condanna del protagonista principale dell’affaire P4, il faccendiere Luigi Bisignani, a un anno e mezzo.
Esce in pratica di scena, l’uomo di punta dell’inchiesta napoletana sulla presunta loggia segreta, condotta dai pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio. Come già si sapeva, Bisignani ha fruito del patteggiamento. E così ieri è stato sì condannato dal Gup di Napoli, ma ad appena un anno e sette mesi. Bisignani, accusato di favoreggiamento, rivelazione di segreti d’ufficio e associazione a delinquere, non era in aula. Il Gup di Napoli ha ritenuto congruo l’accordo raggiunto tra i pm e i difensori, anzi ha concesso pure un ulteriore sconto di un mese. Nonostante l’entità, decisamente lieve, della pena, il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, canta vittoria: «Nessuna fantasia – dice – in questa indagine, come qualcuno aveva insinuato, la decisione del Gup è importante – minimizza – a prescindere dall’entità della pena e avrà un peso anche sugli altri processi in corso, almeno dal punto di vista indiziario».
Altri processi da cui Bisignani, ormai, è fuori. Il patteggiamento infatti «congela», per quanto lo riguarda, l’inchiesta allo stato degli atti al momento dell’udienza preliminare. Quindi giù il sipario, anche se il faccendiere sarà chiamato a testimoniare ai processi contro gli altri indagati per la P4, l’ex magistrato e deputato del Pdl, Alfonso Papa, e il sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica, tuttora irreperibile perché latitante in Senegal. La Monica, per l’accusa, sarebbe stato in contatto con l’ex direttore de L’Avanti!, Valter Lavitola. Che proprio ieri è tornato a farsi sentire in Italia, con La7, per annunciare il suo imminente rientro nonostante sia destinatario di un ordine d’arresto della procura di Bari: «Sono in attesa di concludere un affare che riguarda i miei pescherecci – ha detto Lavitola a La7 – nelle prossime ore tornerò in Italia. Sono pronto a chiarire tutto, voglio fare Natale a casa».
Per Bisignani, attualmente in libertà, non è comunque del tutto finita. Il rischio di finire in carcere, o quantomeno di dover scontare la pena agli arresti domiciliari, non è del tutto peregrino. Bisignani, infatti, in passato è già stato condannato, e dunque non potrà fruire della sospensione della pena. Si vedrà, nel caso in cui la condanna diventi definitiva. E in ogni caso i legali di Bisignani sembra vogliano proporre ricorso in Cassazione.