Al Pac l'Arte povera russa

Fino all'11 settembre al padiglione di via Palestro 166 opere di 23 artisti dagli anni Novanta al 2010. L'Associazione Italia-Russia: "L'arte come trait d'union tra i due Paesi".

Una mostra collettiva per avvicinarsi all'arte contemporanea russa attraverso 116 lavori di 23 artisti che, pur seguendo percorsi creativi diversi, hanno scelto, spesso per necessità, di lavorare su materiali poveri. "Materia prima - Russkoe Bednoe» che è aperta al pubblico al padiglione di Arte Contemporanea di Milano fino all'11 settembre, rappresenta un'occasione per gettare uno sguardo sulle correnti dell'arte russa dagli anni Novanta al 2010 e, nell'intento dell'Associazione Italia-Russia, per avvicinare ulteriormente i due Paesi, come spiega la responsabile Annalisa Seoni: "L'arte, la letteratura, il cinema sono un trait d'union molto forte tra l'Italia e la Russia, un importante strumento di dialogo che aumenta la comprensione reciproca. Ormai la Russia si è completamente aperta all'Occidente e verso gli eventi che organizziamo c'è un crescente interesse, soprattutto dei giovani".
Le radici delle opere esposte a Milano, però, affondano negli anni del regime sovietico e delle privazioni. Da qui la scelta obbligata per molti artisti di lavorare con materiali poveri. Sia Annalisa Seoni che il curatore della mostra Marat Gelman sottolineano la differenza con il movimento dell'arte povera italiana che invece aveva rinunciato per scelta all'utilizzo di materiali più pregiati. "Gelman ricorda spesso un aneddoto - racconta Seoni - sul digiuno: ci sono tre possibili motivazioni, na è religiosa, si rinuncia al cibo per un credo; una è politica, lo si fa per protestare contro una decisione o una condanna; la terza è semplicemente inevitabile, non c'è nulla da mangiare. Ecco, la situazione degli artisti russi era questa".
La mostra milanese vuole anche smentire il luogo comune che l'arte contemporanea russa sia necessariamente politica. In realtà, secondo i curatori, si tratta più che altro di una protesta estetica contro l'arte "ricca" divenuta pubblicità.
"Monna Lisa ci guarda da tutte le riviste glamour - scrive Gelman - anche da questo genere di arte si cerca di dissociarsi".
L'esposizione del Pac è organizzata dall'Associazione Italia-Russia insieme al Museo di Arte Contemporanea di Perm, città russa ricca di petrolio a ridosso degli Urali.