Pacchetto lavoro: sgravi, bonus e ammortizzatori

RomaEstensione degli ammortizzatori sociali ai collaboratori a progetto (i co.co.pro)che perdono il lavoro, ma anche un bonus da 40 milioni di euro alle agenzie di collocamento che trovano un lavoro ai disoccupati, la proroga degli sgravi fiscali sui premi aziendali e, forse, uno sconto sulle sanzioni per chiudere i contenziosi previdenziali.Sono questi i punti di un «pacchetto welfare» che potrebbe essere inserito nella legge finanziaria durante l’esame del provvedimento alla Camera, che incomincia domani alla commissione Bilancio.
È Michele Tiraboschi, il giuslavorista consulente del ministro Maurizio Sacconi, a spiegare i termini del pacchetto: le agenzie di intermediazione, potrebbero ricevere un bonus da 1200 euro se trovano un posto a tempo indeterminato a un disoccupato, che si riducono a 800 euro se il lavoro è a tempo determinato. L’intervento potrebbe facilitare la creazione di 40mila posti di lavoro. Tiraboschi conferma inoltre che il governo pensa di ampliare la platea dei «co.co.pro.» con diritto all’una tantum in caso di perdita del lavoro: sarebbero coinvolti i collaboratori con reddito fino a 20 mila euro annui, e il contributo salirebbe dal 20% al 30%.
Quanto allo sconto sulle sanzioni per quanto riguarda i contributi sociali non versati dalle imprese, si tratta di una misura ancora da mettere a punto. In breve, si tratterebbe di una sorta di «ravvedimento operoso»: le aziende inadempienti pagano in pieno i contributi arretrati, ma godono di uno sconto (si parla del 40%) sulle sanzioni. Sacconi ha escluso una sanatoria, e in effetti il progetto appare diverso.
Restano in ballo anche gli interventi fiscali che non hanno trovato posto durante l’esame della Finanziaria in Senato: il taglio dell’Irap, la cedolare secca del 20% sugli affitti, un aumento delle detrazioni per carichi familiari. La proroga degli incentivi per auto ed elettrodomestici potrebbe trovar posto in un decreto di fine anno, così come un’eventuale proroga dello scudo fiscale. Al ministero dell’Economia viene data per certa la riproposizione della Banca del Sud. Il ministero dello Sviluppo preme per allentare il patto di stabilità interno a favore dei Comuni, mentre l’Ambiente chiede 1 miliardo contro i dissesti idrogeologici.