«Un pacchetto turistico con Francia e Spagna»

MilanoSottosegretario Brambilla, nel nostro Paese il turismo si è ammalato: meno 6% nel 2008, una riduzione dello 0,3% del Pil. Quale medicina?
«Questo governo ha la ferma intenzione di dare una svolta alle politiche turistiche, di invertire la rotta seguita fino a oggi. La nostra ferma volontà è di dare vita a una politica nazionale del turismo, con una vera programmazione di sistema, insieme alle regioni, gli enti locali, con le imprese e con tutti coloro che col turismo interagiscono».
Intanto si sono persi 40mila posti di lavoro e le grandi catene alberghiere stanno per licenziare.
«Ci siamo già attivati e presto saranno convocati gli Stati generali del turismo e prenderà corpo il primo piano strategico quadriennale del settore, un piano che definirà le priorità d’intervento e che farà da guida per le nostre politiche a livello nazionale. Faremo inoltre un grande lavoro di ottimizzazione, per mettere a disposizione risorse».
Sembra che l’Italia stia perdendo competitività turistica...
«Non siamo soli, ma è innegabile, così come il fatto che per vent’anni le nostre Istituzioni centrali non abbiano mai compreso la reale potenzialità del turismo. Un settore che produce il 10% del Pil e che offre lavoro a 2,5 milioni di persone. I rifiuti di Napoli e la congiuntura ci hanno assestato un duro colpo. Ma il turismo sosterrà la nostra crescita».
Cosa avrebbero dovuto fare i governanti?
«Non vi è stato a oggi alcun coordinamento centrale, sono mancate normative, strategie di piani di promozione e sostegno capaci di valorizzare e supportare un sistema di offerta che, sotto il profilo turistico era, e per nostra fortuna è ancora, tra i più attrattivi e fascinosi del mondo. Si deve soltanto agli sforzi degli enti locali e degli imprenditori, il fatto che il nostro turismo abbia retto meglio di altri».
Con la crisi e il calo dei consumi la gente continuerà a viaggiare?
«Il turismo è sempre stato un settore in crescita: nel 1980 viaggiavano per il mondo 280 milioni di persone. Nel 2008 sono diventate 900 milioni ed entro il 2010 sfioreranno il miliardo. Per il nostro Paese si prevedono trend positivi. Occorrono nervi saldi, ma anche politiche di collaborazione tra governi».
Così ieri, tra Paesi turisticamente «concorrenti» avete firmato un importante accordo.
«Un protocollo di intesa fra Italia, Francia e Spagna che pur rafforzando l’identità di ciascuno, possa produrre strategie congiunte, sistemi di promozione e pacchetti turistici integrati e ancora più strutturati, in grado di fronteggiare la sempre più agguerrita concorrenza che si svilupperà da parte di altri mercati».