Pacchi bomba, presi i terroristi anarchici

Patricia Tagliaferri

Ci sono sorprese e sorprese. Quelle vigliacche dei pacchi mortali francobollati da mittenti anarchici informali. E quelle che producono ben altri danni pur fatte alla luce del sole. Dai carabinieri del Ros, in questo caso, che ieri hanno smantellato parte dell’invisibile Federazione anarchica informale. La retata avviene a Perugia, rimbalza dalla Grecia in mezza Europa, e se non inchioda il commando che ha gambizzato il tecnico dell’Ansaldo a Genova almeno gli fa terra bruciata intorno. Ai fuochisti degli attentati del 2009 alla Bocconi, al Cie di Gradisca d’Isonzo; al dg di Equitalia a Roma, la Deutsche Bank di Francoforte e l’Ambasciata greca di Parigi nel 2011, lo Stato risponde con 10 arresti (tra Siena, Perugia e Viterbo) 24 denunciati (6 greci) 40 perquisizioni. Nomi e ruoli degli arrestati: Stefano Fosco e la fidanzata Elisa Di Bernardo; Alessandro Settepani e Sergio Maria Stefani, Katia Di Stefano; Giuseppe Lo Turco; Paola Francesca Iozzi e Giulia Marziale i detenuti Gabriel Pombo Da Silva e Marco Camenish.
IL DOPPIO LIVELLO Leggendo le 228 pagine dell’ordinanza si delinea un’organizzazione internazionale (fino in Messico e Cile) a compartimenti stagni. Ogni cellula non sa quello che fa l’altra agendo però sulla medesima lunghezza d’onda. La Fai ha impiegato 10 anni per sparare. Si struttura su due piani: palese/pubblico nelle iniziative d’area, occulto/clandestino per la lotta rivoluzionaria intrapresa con «sbocchi insurrezionali» basati su «gruppi di affinità».
ADINOLFI E I GENOVESI Il gip fa riferimenti al salto di qualità con l’attentato al Dg dell’Ansaldo Roberto Adinolfi a seguito della «decisione di imprimere una accelerazione alla lotta rivoluzionaria» che «si è già tradotta in atto». Accelerazione «riconducibile all’area eversiva che si identifica nella Fai-Fri» che quell’attentato l’ha fatto suo. Se gli arrestati non c’entrano con la gambizzazione, «il loro simbolo, utilizzato per le rivendicazioni degli attentati del dicembre 2011 è il medesimo della rivendicazione» di Genova. Qui «il documento è firmato da una nuova sigla federativa, Nucleo Olga Fai/Fri» riferimento «alla detenuta greca Olga Ikonomidou, coinvolta nella ideazione e formazione del fronte rivoluzionario della Fai». Il simbolo del Fai italiano è creato a novembre e scoperto sul pc di uno degli arrestati.
IL LEADER E LA «TOKAREV» Quanto a Camenish ha inviato dal carcere una lettera in Grecia nella quale scrive: «Affinchè il fuoco e il sabotaggio rivoluzionario con ogni mezzo necessario, la voce della dinamite e delle Tokarev li perseguiti senza tregua e sempre di più, nei loro covi, nelle strade ed ovunque, di giorno-e di notte!!!». Il riferimento alla Tokarev rimanda alla pistola utilizzata a Genova.
«HANNO SPARATO, CHE BELLO!» Settepani è intercettato mentre commenta un’azione di due anarchici greci a un posto di blocco: «Hanno tirato fuori le pistole e hanno cominciato a sparare. È stato bello. Ma ti rendi conto che serietà...che integrità».
«POSSIAMO DINAMITARE IL PARLAMENTO» Un attacco è un attacco, non importa la sua entità. «È sempre ben voluto», spiega Settepani alla sua compagna. «Puoi prendertela con un semplice disgraziato bancomat - dice - o con il Parlamento, cioè puoi sia dinamitare il Parlamento ma puoi anche, che ne so, sporcare questo (inc) ...è sempre un attacco. È importante che avvenga l’azione diretta».
CARPE DIEM. IL NEMICO COMUNE In una intercettazione Pombo da Silva stigmatizza gli specialisti del gruppo («nelle rapine o quelli che fanno ordigni belli, va tutto bene») osservando però che l'individualismo deve essere canalizzato in un progetto «in comune». Mentre Settepani, alla fidanzata, chiede quand’è il momento giusto per agire. «Quando lo cogliamo questo cazzo di attimo di merda? Perché ci deve essere per forza? Io esco di casa e di obiettivi ne ho quanti me pare! Non bisogna aspetta la manna dal cielo».
«CHE TESTA UNABOMER! UN MITO» Per il rilancio della Fai il personaggio da emulare era Ted Kaczynski, l’Unabomer americano ideatore della strategia dei pacchi esplosivi condivisa ed esaltata da Pombo e da Silva. «Ammazzava i professori perché diceva "se distruggi un oggetto lo puoi ricostruì...se distruggi la persona che sono 30 anni che si forma ci vogliono altri 30 anni per arrivà alla capoccia come la sua"». Un mito.
L’ORTOGRTAFIA E I FRANCOBOLLI Nell’ideazione del simbolo Fai/Fri gli anarchici ignoranti non sanno come scrivere Revolutional Front. Con la «c» o con la «t»? Meglio consultare internet dicono. Sanno tutto sui francobolli e la via «prioritaria» per spedire plichi esplosivi così «da evitare fuoriprogramma, uffici postali» passaggi a vuoto.