PACCHI DI MANOVRA

Più che una manovra sembra «la sai l'ultima». Nuovo gioco a quiz: indovina la tassa. Altro che Bonolis, è questo il vero fattore C: Chissà Cosa Ci Capita. Ogni mattina ci svegliamo e scrutiamo incerti il cielo dell'economia: quale bizzarra imposta si saranno inventati oggi? Ma soprattutto: con quale la sostituiranno domani? Riuscirà il provvedimento a superare le otto ore di vita prima di trasformarsi in un pericoloso bgm, balzello geneticamente modificato? E da dove uscirà la nuova batosta? Dalla busta numero uno, dalla busta numero due o dalla busta numero tre? In fondo anche qui si Rischiatutto. Ecco: ha ragione Prodi. L'errore del governo non è il programma, ma il modo di presentarlo. Dovevano chiamare Mike Bongiorno.
Per carità, discussioni e cambiamenti ce ne sono sempre stati, da che Finanziaria è Finanziaria. Ma qui non si tratta di cambiamenti. Qui è la lotta continua coi numeri, una rivoluzione permanente, il trockijsmo applicato alla contabilità. Manca un'idea e perciò ce ne sono mille, tutte diverse una dall'altra. E nessuno che riesca a metterle insieme.
Solo il bollo per l'auto, tanto per dire, dal 28 settembre a oggi è cambiato sette volte. No, dico: sette volte. A volerci capir qualcosa come minimo viene la labirintite. L'aliquota al 45 per cento sui redditi alti è andata avanti e indietro per giorni; il tavolo sulle pensioni si è aperto e chiuso decine di volte; persino sul dragaggio dei porti sono riusciti ad affondare. Hanno giocato sulla tassa sulle successioni e sugli sgravi per le moto. E gli alcolici? «Sarà guerra totale», parlavano di divieti ai minorenni e supertassa. Poi la retromarcia, ma con passo incerto e oscillante. Più che parlarne, per la verità, sembrava che gli alcolici li avessero bevuti.
In effetti sembra la Finanziaria Cin Cin. Firmata superciuk. Guardate il povero Visco, dracula sbandato. Colleziona una serie di topiche che mai s'era vista in quel ministero: prima è costretto ad ammettere che c'è un «baco» nella riforma Irpef, poi deve modificare di corsa il decreto sull'Iva degli immobili che aveva provocato il panico in Borsa, poi inciampa nelle ormai celebri metamorfosi del bollo auto. L'ultima topica fresca fresca ieri: i dati fiscali sui lavoratori autonomi, quelli famosi per cui i gioiellieri guadagnerebbero meno dei maestri, sono spariti dal sito Internet dell'Agenzia delle entrate. «È la dimostrazione che sono dati fasulli», tuona il centro studi artigiani di Mestre. Il ministro allora annuncia: rimetteremo i dati in Internet. E con una nota ufficiale assicura che verranno aggiornati. Ma ormai credere alle note dell'Economia è più difficile che credere al mago Otelma.
Del resto sono gli stessi ministri ad avanzare dubbi. Pecoraro Scanio, a proposito del bollo auto parla di «trucco». Anche Bersani attacca il provvedimento. D'Alema si lamenta per i tagli alla Farnesina. Mai s'era visto un tale scombiccheramento interno al governo: ministri e viceministri hanno passato l'estate a discutere la manovra. Poi appena la manovra è stata approvata, hanno cominciato a spararle addosso a palle incatenate. Oggi nuovi effetti speciali: scenderanno in piazza in un corteo contro il governo anche alcuni rappresentanti del governo. Non si era (quasi) mai visto. Che cosa succederà? Va’ a sapere. L'impressione è che per conoscere quel che ci aspetta, più che leggere i giornali, bisogna consultare la sfera magica o rispondere alle domande del superquiz. Affari tuoi, affari nostri. Non bastavano i pacchi di Raiuno. Adesso ci propinano pure i pacchi di Prodi.